Vogliamo fare un mito di Bignasca? – di Sergio Roic

NOTA. Pubblichiamo volentieri questa interessante presa di posizione, che manifestamente esprime solo il pensiero dell’Autore

 La morte di Giuliano Bignasca, presidente a vita della Lega dei Ticinesi, oltre al comprensibile e condiviso momento di rimpianto umano, è stata trasformata dai suoi sostenitori in un evento affinché attorno a Bignasca si possa creare un vero e proprio mito.

Giuliano Bignasca, secondo alcuni generoso in privato, in pubblico si è spesso presentato in modo contraddittorio, da insultatore, minacciatore e persino da razzista. Tutte queste caratteristiche del “personaggio Bignasca”, che naturalmente non hanno contribuito alla convivenza civile in Ticino, sono state in buona misura banalizzate in questi giorni di cordoglio.

Che Bignasca abbia potuto trasformarsi agli occhi della gente in una specie di “benefattore” del Ticino è sorprendente ed è il risultato di questa banalizzazione. Il sentimento condiviso è per lo più stato il seguente: “era importante, e quindi era anche una brava persona”.

Criticato dai più fino al giorno prima, il giorno seguente si è trasformato inopinatamente in una specie di “salvatore del Cantone” e addirittura in un “buon samaritano”.

Giuliano Bignasca, nei suoi 22 anni di personaggio pubblico, ha commesso molti errori che il Ticino sta pagando e per cui pagherà in futuro: ha contribuito a isolare il cantone, ha permesso la crescita e l’affermazione di un malcelato sentimento razzista nei confronti dei numerosi stranieri residenti, ha infangato avversari politici, cittadini, uomini di cultura e minacciato i rappresentanti delle istituzioni democraticamente eletti.

Che da un giorno all’altro questo tipo di personaggio, la cui “carica umana” consisteva per lo più nell’abilità di ricucire i rapporti dopo “averla sparata grossa”, possa trasformarsi nell’immaginario pubblico e di molti media ticinesi in una sorta di “eroe cantonale” è quanto mai sorprendente e dovrebbe essere tematizzato con maggiore attenzione dai cittadini e dalle forze politiche.


Sergio Roic, scrittore