L’uomo e il girino – di Gianna Finardi

PUTIN E BERLUSCONI DUE “AMICI” A CONFRONTO

Questo articolo riflette, nel contenuto e nel titolo, la decadenza dell’immagine di un uomo che per vent’anni ha occupato il centro della scena politica italiana. Si tratta di un’opinione legittima e come tale la presentiamo (senza pronunciarci) ai nostri lettori.

Putin 1bQuando si parla di Wladimir Putin, spesso si pensa che sia una versione russa di Berlusconi, forse perché ritornano alla mente le famose immagini vacanziere scattate nei momenti conviviali tra i due capi di Stato.

Ma l’immagine di uomo d’affari patinata decade subito se ci mettiamo a leggere solo la prima riga della biografia di Putin. Egli non deriva certo dalla scuola di canto di Apicella sulle navi da crociera bensì dalla professione di ex agente segreto russo del KGB. Putin infatti, nel ruolo di ufficiale con il grado di colonnello del KGB (dal 1975 al 1991), ha vissuto per cinque anni a Dresda, nella Repubblica Democratica Tedesca, dove ha operato nei servizi segreti comunisti.

Per comprendere la potenza del KGB, nel quale Putin aveva un ruolo dirigenziale, in Russia e il relativo impatto nel mondo basti pensare che il KGB riuniva (lo si scoprirà solo alla fine dell’URSS) in un unico organo tutti i compiti e poteri che negli Stati Uniti d’America sono attribuiti a CIA, NSA, FBI e altri organismi. Ciò che la stampa ha voluto generare intorno al signor Putin non è altro che un’immagine confusa da copertina, nel tentativo di renderlo meno offensivo e di sminuirlo.

Putin fu uno dei famosi “amici” di Silvio, tra i quali si ricordiamo Gheddafi, che si rivelò una minaccia per la pace internazionale. Ma che cosa se ne faceva Berlusconi di questi amici? Ed erano proprio così amici? Si pensi all’adesione dell’Italia alla coalizione anti-Gheddafi, con il quale aveva da poco firmato un trattato di amicizia. In quell’occasione Berlusconi non seppe difendere gli interessi nazionali italiani e non seppe esercitare appieno le sue responsabilità e i suoi poteri di premier, limitandosi a esprimere dubbi, anziché trovare strategie per evitare conflitti internazionali, ed evitando anche di tradire un “amico”.

Putin 2bUn simile modo di agire evidenzia sottolinea la modalità politica di Berlusconi basata sul personalismo sull’egocentrismo. Non si è risparmiato tale modello nemmeno in politica estera, al punto da instaurare rapporti preferenziali con gli USA piuttosto che con l’Europa e l’asse trainante franco-tedesco.

Chi sia realmente Putin lo si può capire attraverso la sua politica estera, che a suon di colpi di scena, strategie, attacchi, contrattacchi la fa da padrona sulle prime pagine dei quotidiani di tutto il mondo anche nelle ultime notizie che lo riguardano. Proprio poche ore fa in un suo discorso a un think tank informale di studiosi, il Valdai Club, a Sochi sul mar Nero, egli alita folate di vento gelido sin oltre oceano ed esordisce dicendo: “Gli Usa stanno destabilizzando il mondo per i loro interessi imponendo diktat unilaterali nelle relazioni internazionali”, “Gli Usa cercano di dipingere Mosca come un pericolo per il resto del mondo e hanno costretto i propri alleati a imporre sanzioni alla Russia per la crisi in Ucraina. Le sanzioni – ha aggiunto – hanno l’obiettivo di spingere la Russia verso l’isolamento ma non avranno successo”.

Putin ha respinto le critiche che gli sono state mosse sull’Ucraina e smentisce le teorie che vogliono la Russia pronta a costruire “un nuovo impero”. “La Russia non si inchinerà, nè chiederà aiuto – ha affermato il leader russo – La Russia è autosufficiente. Chi dice che la Russia stia cercando di reinstaurare una sorta di impero, invadendo la sovranità dei Paesi vicini, dice cose senza fondamento”.

Putin, che si è paragonato al cancelliere prussiano Otto Von Bismarck (“come lui dico quello che penso”), ha ricordato che in Europa quando “il cancelliere di ferro” salì al potere, “alcuni sostenevano che era pericoloso”.

Nel discorso di Putin non poteva mancare un accenno alla questione Ucraina. Al proposito egli ha ribadito la legittimità del passaggio della Crimea alla Federazione Russa. Poi è arrivato un avvertimento rivolto al presidente ucraino Poroshenko: “Kiev non mostra di voler risolvere il problema del sud-est ucraino attraverso il dialogo politico. L’uso della forza porta a un vicolo cieco”.

Che Putin fosse un uomo pericoloso non era una novità viste le sue mosse e la sua incisività: invadere l’Ucraina e annettersi la Crimea non lo può fare un uomo qualunque. Se poi tracciamo un parallelismo con Berlusconi… Già, e Berlusconi in che cosa è, o è stato, pericoloso? E’ stato “pericoloso” per aver messo in ridicolo l’Italia di fronte al mondo in moltissime occasioni, soprattutto a causa delle sue cadute di stile in situazioni ufficiali. Indimenticabile il suo famoso “cucù!” alla cancelliera tedesca Angela Merkel, mentre faceva capolino da dietro un monumento di Piazza dell’Unità a Trieste. Ma alla fine i due leader si sono abbracciati.

Putin 3bConfronto Berlusconi-Putin sugli omosessuali

Putin si comporta così
A proposito delle leggi definite dagli oppositori come “omofobe”, approvate dalla Duma nel 2013 su proposta di parlamentari del partito di Putin, Russia Unita, e sostenute dalla Chiesa ortodossa russa – per le quali la Russia ha poi ricevuto critiche anche aspre dalla comunità internazionale nel momento in cui ha promulgato una legge che vieta la “propaganda” tramite qualsiasi materiale (riviste, ma anche materiale informativo e di prevenzione ecc) “di relazioni sessuali non tradizionali” rivolta a minori; inoltre, ai sensi di legge, è un atto criminale tenere un gay pride (qualsiasi parata o ‘esposizione’ omosessuale a Mosca è duramente perseguita “per i prossimi 100 anni”), parlare in difesa dei diritti degli omosessuali, o distribuire materiale che promuova le richieste dei gay o propagandare l’idea che le relazioni gay siano uguali a quelle etero – Putin ha, però, sempre evitato accuratamente di pronunciarsi in maniera esplicita sugli omosessuali come persone, affermando solo che «la Russia ha un problema demografico, io ho il dovere di occuparmi dei diritti delle coppie che generano prole».

Berlusconi, a sorpresa, “cala le brache”…
“Siamo arrivati alla conclusione che la legge tedesca sulle unioni civili rappresenti un giusto compromesso tra il rispetto profondo dei valori cristiani, a cui teniamo molto, e della famiglia tradizionale. Ma chi ha responsabilità pubbliche non può non intervenire quando le esigenze della società cambiano”. L’apertura arriva da Silvio Berlusconi durante una conferenza stampa in cui viene affrontata una questione che in  questi giorni ha scatenato aspre polemiche con i sindaci dopo che il ministro degli Interni, Angelino Alfano, ha diramato una circolare a tutte le prefetture affinché in Italia non vengano registrate le nozze omosessuali celebrate all’estero.

Una posizione, quella di Forza Italia, che dà manforte al piano che il presidente del Consiglio Renzi sta mettendo a punto – nonostante, ribadisce Berlusconi, si tratti del terzo governo non eletto dai cittadini – ma che si scontra con le recenti dichiarazioni dello stesso Alfano, numero uno di quel nuovo centrodestra nato neanche un anno fa dalla scissione interna al Pdl.

Gianna Finardi