Ora a pagare sono i nostri figli? – di Michele Kauz

Il consigliere comunale Kauz mi scuserà se sorrido, leggendo la sua frase: “bisogna iniziare a tagliare dove sia possibile”. Mi sembra di sentire nelle orecchie un coro minaccioso e rimbombante: “Non si può tagliare qui, bisogna farlo da un’altra parte!”

Pare che non si riesca mai a cominciare a tagliare… dalla parte giusta.

Infine, come disse una candidata di mia conoscenza: “Io so dove tagliare, ma non posso dirlo!”

 

C’è chi sbaglia e c’è chi paga. Questa volta a sbagliare sono state le autorità che in un passato non molto lontano hanno optato per strategie economicamente poco sostenibili. La conseguenza è il deficit e la difficoltà in cui si trova la città di Lugano e che comporta degli inevitabili accorgimenti. Accorgimenti che in parole semplici significano Tagli. A pagare potrebbero invece essere i nostri figli.

È giusto che siano loro a pagare le scelte azzardate di alcune persone? Non credo, ma purtroppo il Municipio di Lugano risparmierà anche nel settore scolastico, in particolare tagliando sulle ore di lezione di nuoto, sulla settimana di sci, sui corsi doposcuola e sugli aiuti per conciliare il lavoro dei genitori e la scuola dei figli.

Concordo che per porre rimedio alla disastrosa situazione finanziaria della città sono necessari dei risparmi, ma non mi sembra corretto e lungimirante andare a toccare l’istruzione. A questo proposito si è espressa recentemente anche la Conferenza dei Genitori che, tramite una lettera, ha espresso tutta la sua disapprovazione per le intenzioni dell’esecutivo.

L’insegnamento del nuoto, una delle discipline che si vuole tagliare nelle scuole elementari, è di fondamentale importanza per il movimento e per la prevenzione degli infortuni in acqua, oltre ad essere un importante tassello per l’equilibrio psicofisico dei bambini. Non dimentichiamo inoltre che la Società svizzera di salvataggio (SSS) già nel 2008 ha consegnato a Berna una petizione per introdurre il nuoto come materia obbligatoria per tutti i bambini in età scolastica. Un’opportunità che Lugano non deve lasciare cadere.

Discorso analogo si può fare per la settimana bianca, attualmente prevista in terza elementare e che si vorrebbe invece abolire. Chiaramente i costi sono notevoli ma l’aspetto positivo di queste giornate nell’educazione dei bambini sono importanti e da non sottovalutare. Pensiamo che per taluni questa settimana rappresenta inoltre l’unica possibilità per familiarizzare con la neve e con gli sport invernali.

Il Municipio dovrebbe inoltre valutare la possibilità di ripristinare i Doposcuola, attualmente proposti in modo autonomo solamente da alcune sedi. Già in passato il Comune offriva dei corsi diversificati, che sono purtroppo stati abbandonati e che sono di immenso aiuto per le famiglie con impegni lavorativi oltre gli orari scolastici. Sarebbe pertanto auspicabile che la città possa tornare ad offrire dei Doposcuola per tutti, dove le famiglie partecipano ai costi.

Un altro tassello fondamentale nel sistema scolastico è di certo la presenza di un servizio mensa. Molti cittadini si attendono quindi l’ampliamento dell’offerta a tutte le famiglie professionalmente impegnate negli orari del pranzo e del doposcuola, senza limitazioni. Il progetto scolastico di Ruvigliana ha d’altronde avuto un ottimo riscontro e ha pure evitato la fuga delle famiglie in difficoltà verso sedi private che possono offrire questi servizi.

In sintesi concordo che bisogna iniziare a tagliare dove sia possibile per tornare al raggiungimento dell’equilibrio finanziario, ma non condivido la decisione del Municipio di tagliare nell’istruzione scolastica, un settore che non può essere trattato alla pari degli altri. Prioritaria è l’istruzione dei nostri figli, che non devono pagare per delle scelte sbagliate, o per lo meno azzardate.

Michele Kauz, Consigliere Comunale PLR Lugano