“Zali sfuggente, Quadri onnipresente” – Intervista a Pier Ceppi, libero militante PLR

Ho incontrato e conosciuto Pier Ceppi su Facebook, in 127 volte non mi ha mai dato ragione una volta (e di questo gli sono grato). 

Considero la presente intervista importante, poiché le risposte di questo militante PLR del Mendrisiotto sono al contempo sincere e tipiche, ed esprimono bene l’essenza del Partito. Il quadro che scaturisce dall’intervista è molto nitido e abuserei se lo accompagnassi con commenti personali. Il lettore stesso, leggendo attentamente, ne sia il miglior giudice.

Pier mi ha scritto: “Te l’ho fatta solo per farti piacere”. Questo mi rincuora, perché ero convinto di riuscirgli antipatico. Come si può prendere un granchio. Ma Pier, veramente, grazie!

Un’intervista del professor Francesco De Maria.

Pier Ceppi 200Francesco De Maria    Pier Ceppi, si presenti brevemente ai lettori di Ticinolive. Lei è notoriamente un convinto e militante PLR. Che funzioni ha nel partito?

Pier Ceppi   Mi sorprende tutto questo interesse nei miei confronti e non pensavo fosse così nota la mia militanza nel PLR. Sono semplicemente un elettore iscritto al Plr, abbonato ad Opinione liberale e a La Regione. Non ho nessuna funzione particolare nel partito; sono una persona qualsiasi che esprime le proprie idee in piena libertà e che vota un partito che promuove l’equilibrio tra le libertà individuali e la tutela delle esigenze sociali.

Il PLR era la prima forza politica del Cantone, sul piano numerico ma non solo. Ha rappresentato per decenni agli occhi di molti “lo Stato” o anche “il Potere”. Che cosa è successo? (fermo restando che il partito è ancora forte e ben organizzato) Perché l’incantesimo si è spezzato?

PC   I risultati per il Gran Consiglio scaturiti dalle urne il 19 aprile mi dicono che il PLR è a tutt’oggi la prima forza politica del Cantone e che ha mancato per un soffio la riconquista del secondo seggio in Consiglio di Stato. Piuttosto che guardare al passato preferisco guardare al futuro; l’incantesimo che si spezzerà sarà quello di chi, da vent’anni a questa parte, promette e dice d’aver soluzioni per tutto, ma che nel concreto non ha risolto i problemi del Cantone.

La gente è stata illusa, ingannata, “stregata”? Da chi? E con quali mezzi?

PC   Bisognerebbe chiederlo a chi si è fatto illudere, ingannare e stregare. A tal proposito penso che colui che mi pone la domanda sia più titolato del sottoscritto a rispondere. [Risposta abile, ma inconcludente] E’ comunque chiaro che i grandi cambiamenti economici come la globalizzazione, hanno imposto un cambio di velocità, ma noi Ticinesi siamo rimasti al palo e nessun partito storico ha avuto la forza di dare una vera scossa proponendo idee capaci di contrastare chi da 20 anni predica le solite menate conto i balivi cattivi.

Nelle situazioni in cui il popolo “non è in grado di capire” – perché è ignorante, perché ragiona con la pancia ecc. ecc. – è giusto che il partito imponga la sua verità? In altri termini, se la gente è cretina, dev’essere per forza “incanalata” (per il suo bene, s’intende) ?

PC   Questo modo di vedere è lontanissimo dal mio pensiero e da quello delle persone che frequento. In democrazia le decisioni del popolo sono insindacabili e devono essere messe in atto e rispettate fino in fondo, ivi compresi gli impegni sottoscritti con gli accordi bilaterali votati e voluti dal popolo. In alcuni partiti ho l’impressione che le indicazioni di voto, anziché essere delle semplici raccomandazioni di voto per i propri militanti, hanno le connotazioni di diktat. Questo avviene notoriamente in quei partiti con scarsa democrazia interna dove certe figure carismatiche impongono le loro visioni. [L’intervistato allude probabilmente alla Lega]

Entro quali limiti si può criticare un partito “dall’interno”? (domanda a carattere generale) A) Pochissimo e con grande timore e rispetto B) Abbastanza ma senza metterne in discussione i capi C) In assoluta libertà.

PC   Dipende dal partito. Nel mio in assoluta libertà.

Ora le faccio una domanda veramente difficile (e fastidiosa). Mi elenchi i 3 più gravi errori commessi dal PLR dal 2006 a oggi. Se non ne trova 3, allora 2. Se non ne trova 2, allora 1 solo, il più grave.

PC   A mio avviso l’errore più grande dal 1991 fino a qualche anno fa è stato quello di non aver contrastato la Lega in maniera più energica, pensando che fosse un elemento folkloristico destinato a spegnersi in fretta.

Mi riassuma in poche parole, ma con precisione, la posizione del PLR: A) sul rapporto con l’UE; B) sul 9 febbraio.

PC   Sul rapporto con l’UE la posizione del PLR è sempre stata chiara e coerente:
– Sì agli accordi bilaterali e no ad un’adesione all’UE
In merito all’iniziativa contro l’immigrazione di massa, l’obiettivo del PLR è quello di arrivare ad applicare la decisione popolare mantenendo gli accordi bilaterali, che sono essenziali per la nostra piazza economica. Inoltre noi ticinesi dobbiamo avere voce in capitolo nella determinazione di eventuali contingenti. Le nostre esigenze non sono quelle del Canton Turgovia.

Secondo una sua stima personale quanti membri (in %) del Comitato cantonale PLR hanno votato Sì il 9 febbraio? [le ricordo che l’intervistato Farinelli alla mia domanda rispose: 30-40%]

PC   Credo che la stima di Alex Farinelli sia attendibile.

Era giusto che il Comitato cantonale si esprimesse liberamente sul tema, dopo aperta e adeguata discussione?

PC   Nei comitati ognuno è libero di esprimersi, oppure di tacere. Poi, accade che voti in modo diverso dall’esito sortito dalla consultazione di comitato cantonale. Non è evidente per chiunque durante un dibattito manifestare un’opinione diversa ad esempio di un consigliere di Stato con argomenti efficaci. Quindi, capisco il timore di coloro che tacciono e poi votano come meglio credono. D’altronde, è pacifico che non tutti i socialisti hanno sostenuto l’iniziativa sulla tassa di successione, così come non tutti i leghisti hanno accettato gli ecoincentivi sostenuti da Zali e da Borradori.

Secondo lei i dirigenti federali del PLR comprendono i problemi del Ticino?

PC   Il Plr difende e rappresenta gli interessi dell’economia nazionale. I dirigenti conoscono molto bene non solo la realtà del Ticino, ma di tutta la Nazione e devono tener conto degli interessi generali del Paese. Il problema non è il PLR, ma tutta la Svizzera tedesca che non ha più la stessa sensibilità del passato. Mi sembra di aver letto una frase di Abate che ha affermato che i forti nel nostro paese non sono più tali e le loro difficoltà li rende più egoisti. Quindi, un rafforzamento delle misure di accompagnamento alla libera circolazione delle persone è un concetto che anche nel nostro Cantone non crea unanimità, sebbene necessario per affrontare efficacemente le distorsioni nel mercato del lavoro. Immaginiamoci quindi a Lucerna, oppure a Zurigo…

Se lei fosse l’on. Burkhaltèr e dovesse fare campagna per un seggio agli Stati o al Nazionale nel Ticino, come imposterebbe il suo discorso e la sua strategia?

PC   Non ho né l’onere né l’onore di essere l’on Burkhaltèr… La squadra del PLRT per le federali di ottobre è davvero forte. Il candidato agli Stati on. Fabio Abate come pure i candidati plr al Nazionale non hanno certo bisogno dei miei consigli per le loro campagne elettorali.

Secondo lei uno dei due candidati uscenti agli Stati è a rischio di bocciatura? Se sì, quale?

PC   Nel nostro Cantone per raggiungere una “cadrega” si tende sempre a delegittimare gli uscenti, come se avessero dormito per quattro anni, anziché promuovere le proprie idee. Mi sembra che Norman Gobbi sia stato attaccato sistematicamente con critiche anche condivisibili, ma alla fine il risultato è davanti al naso di tutti. Entrambi gli uscenti alla camera alta devono fare la propria campagna con serietà e rispetto. Io sono convinto del mio sostegno ad Abate, così come moltissimi altri ticinesi che si identificano in un modo di far politica sobrio, tranquillo, ma efficace.

Gli onorevoli Badaracco e Schnellmann, granconsiglieri PLR, hanno aderito al Comitato “No all’adesione strisciante all’UE”, presieduta dal dr. Christoph Blocher (i co-presidenti Ticinesi sono Antonella Bignasca, Denti, Del Don e Badaracco stesso). Lei considera questa adesione contraria agli interessi del partito?

PC   Badaracco e Schnellmann sono liberi di aderire a quel che gli pare, non sono in grado di giudicare se hanno fatto bene o male ad aderire a un Comitato che non si capisce bene cosa possa fare o a cosa possa servire nel concreto.

Jacques Ducry, esponente di spicco dell’ala radicale, ha lasciato il PLR e nel 2015 si è candidato sulla lista PS. Lei condanna Ducry?

PC   Le persone nel tempo evolvono, ma con il tempo cambiano pure i Partiti. Penso che chi ad un dato momento non si riconosce più negli ideali di un Partito, sia libero di lasciarlo. Ma io preferisco rimanere nel partito e lottare per le mie idee, sennò sorge il sospetto che il cambio di maglia sia avvenuto solo per una speculazione elettorale.

Sergio Morisoli, candidato PLR al Consiglio di Stato, nel 2011 ha lasciato il partito. Lei condanna Morisoli?

PC   Non vedo perché quanto detto per Ducry non debba valere anche per Morisoli.

Perché la Lega non può fare nulla per aiutare i Ticinesi nelle loro difficoltà?
Io non so se la Lega non può fare nulla, è lei che lo sta affermando. Devo quindi presumere che ha buoni motivi per pensarlo. [Risposta spiritosa. Il mio pensiero preciso sul punto è il seguente: la Lega può fare meno di quanto proclama di poter fare…]

Il linguaggio aggressivo e talvolta offensivo della Lega e dei suoi media è motivo sufficiente per rifiutare il confronto?

PC   Il confronto politico è il sale della democrazia e va sempre promosso. Sono tuttavia deprecabili attacchi ed offese personali; ci si può confrontare anche in maniera aspra senza però scadere nella volgarità. Inoltre, deridere e ridicolizzare coloro che hanno un’opinione diversa mi ricorda un esercizio tipico dei regimi totalitari che vogliono far capire che è meglio non dire nulla per evitare di essere attaccati.

Nell’aprile 1991 – era un lunedì – una signora di mia conoscenza (ricordo che era una donna importante, ma il suo nome al momento mi sfugge) esclamò: “Questi durano un anno… massimo due”. Una previsione non molto illuminata, che ne dice?

PC   Credo sia la stessa signora che oggi dice sconsolata: “Dopo 25 anni sempre ancora le stesse facce”.

Gli esponenti chiave della Lega sono (secondo me) Borradori, Gobbi, Zali e Quadri. Spenda una parola per ciascuno di loro.

PC   Va bene, una di numero.
Borradori: simpatico
Gobbi: tenace
Zali: sfuggente
Quadri: onnipresente

Domande finali varie
Ai tempi il PLR aveva un avversario “atavico” che toglieva il sonno (oggi la situazione è completamente mutata). Come vede lei, da militante liberale-radicale, il PPD: il suo stato attuale e le sue prospettive?

PC   Il PLR è il partito delle piccole e medie imprese, dell’economia, della formazione e della ricerca. Il PPD insiste con la famiglia, ma non basta per resistere.

La signora Sommaruga ha detto, in sostanza, che il problema dei migranti è un tema puramente elettorale che l’UDC ha suscitato ad arte. Lei condivide questa opinione?

PC   Il problema esiste, eccome. Ma l’UDC non collabora a risolverlo perché preferisce fare campagna elettorale e nascondere le responsabilità di Blocher, già direttore di questo dipartimento.

Quando legge di Lampedusa o di Calais, qual è la sua reazione A) emotiva B) razionale?

PC   Devo per forza rimanere razionale e chiedermi perché i governi dei Paesi europei non riescono a mettersi d’accordo. Aiutare povera gente non può essere sempre un’azione mossa da compassione.

Lei è un tipico momò. Che cosa pensa della sicurezza nella sua regione? In particolare, coloro che abitano (come l’on. Ferrara Micocci) o gestiscono attività commerciali a ridosso della frontiera sono minacciati?

PC   Negli anni settanta le rapine si sono concluse anche con morti. Oggi il fenomeno più diffuso è la microcriminalità. La polizia, le guardie di confine e i doganieri del servizio civile lavorano bene e meritano sostegno e fiducia.

Per finire. Facebook (lei ne è un appassionato cultore) ha una valenza anche politica?

PC   Chi vuol far sapere di esistere usa facebook. Un po’ come fare un’interpellanza inutile; chi invece lavora per risolvere i problemi, non scrive su facebook cose serie. Per esempio mi risulta che i due senatori uscenti non ne siano molto appassionati eppure godono di grande popolarità.

Come definirebbe (si esprima pure liberamente) Ticinolive?

PC   Come la corazzata Potemkin ….

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