Dadò loda il Rivellino, noi lodiamo Dadò

Il (primo, non è detto che sia l’unico) pensiero del giorno viene attribuito all’on. Fiorenzo Dadò, per il suo ammirato intervento in Gran Consiglio sul Rivellino:

Dadò-1«Per raggiungere l’obiettivo di tutelare e valorizzare il Rivellino è necessario e auspicabile implementare delle misure conservative e ragionare, ma solo eventualmente, anche sull’assetto di proprietà, senza però voler costringere i proprietari a cedere attraverso la coercizione quel che fino ad oggi hanno gestito in modo tutto sommato soddisfacente e, soprattutto, senza nessun costo per l’ente pubblico. Il Rivellino, grazie alla sua gestione privata e senza un franco dallo Stato, negli ultimi anni ha saputo reinterpretare il suo ruolo di baluardo. Non più di difesa del ducato, ma quale garante della libertà di espressione, non tanto quella pronunciata a 24 denti al Monte Verità e nei salotti ovattati, ma quella più ampia»

Dadò ha citato il ruolo alternativo al Festival del film di Locarno che i fratelli Sciolli, proprietari del Rivellino, hanno voluto dare ad alcune loro iniziative, come ad esempio l’aver ospitato il documentario sul genocidio e la persecuzione dei cristiani in Iraq e in Siria rifiutato dal Festival.

Insomma, per Dadò il Rivellino degli Sciolli è anche un bastione che si pone «al di fuori di certi schemi oramai imbrigliati e imbavagliati di una cultura limitata e a senso unico». (GdP)

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Sciolli-RossiArminio e Davide (foto Ticinolive)

Conosco abbastanza bene il Rivellino, mi piace, lo frequento. Arminio e Jean. Come hanno saputo in questi anni svolgere una vivace e valida attività culturale, finanziariamente autonoma; come intrattengono importanti relazioni artistiche e imprenditoriali con la Russia; come hanno saputo, nel loro piccolo, contrapporsi al Festival politicamente-corretto-gauche-caviar-di Stato, gonfio e tronfio appunto dei milioni di Stato!

È un ambiente veramente molto libero, il Rivellino. Potete trovarci personalità della Sinistra “pura e dura”, come Massimiliano Ay e Arnaldo Alberti. O il professor Davide Rossi, per il quale (credo) lo stato ideale è la Germania Orientale di Ulbricht. Una persona molto simpatica e comunicativa, un oratore davvero dotato. Innamorato di papa Francesco, al quale ha dedicato un libricino, che ho acquistato. C’è la sua dedica (non del Papa).