“La politica è una cosa seria e non ha bisogno di primedonne” – Intervista a Orlando Del Don

Ma l’intervistato porge un ramoscello d’ulivo ad Ambrosini

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Questa intervista denota, per la prima volta, un’inversione di tendenza, se non altro su uno dei due versanti, poiché Del Don smorza i toni.

Una frase cruciale che mettiamo in risalto è la seguente: “È evidente e normale che ora tutto il partito risulti compatto intorno alla candidatura di Piero Marchesi.” Ovvio che, secondo l’opinione di Del Don, l’opposizione interna risulti, se non inesistente, quanto meno insignificante.

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Del Don 2Francesco De Maria  La prima domanda è… tanto banale quanto obbligatoria. Come mai si è venuta a creare questa situazione di acerbo contrasto tra Orlando Del Don e Athos Ambrosini? Si tratta più di divergenze politiche o di rivalità personali? C’è stato un tempo in cui andavate d’accordo?

Orlando Del Don  Con Ambrosini vi è stato un tempo in cui si è collaborato con reciproca soddisfazione. Evidentemente abbiamo due personalità molto diverse, ma le divergenze sono prettamente di tipo politico.

Non state usando parole troppo dure e taglienti? Non sarebbe meglio tranquillizzarsi un po’ ?

ODD  Purtroppo il durissimo attacco “a ciel sereno” di Ambrosini nei miei confronti mi ha costretto a prendere posizione in modo molto profilato e duro. La qual cosa evidentemente non è piaciuta all’interessato. Il risultato lo si è visto: un fastidioso e querulo battibecco del quale mi scuso con i lettori, ma che non poteva essere evitato purtroppo. Mio desiderio è però ora quello di trovare una soluzione pacifica con Ambrosini, al quale tendo simbolicamente la mano per una riappacificazione, con l’invito a lasciare che la speciale commissione incaricata possa ora fare il suo lavoro con calma, sobrietà e imparzialità.

L’unico consigliere comunale UDC a Bellinzona, Paolo Camillo Minotti, ieri l’ha attaccata impugnando una (metaforica) clava. Che cosa replica a Minotti?

ODD  Per quanto riguarda Paolo Camillo Minotti devo dire che non abbiamo mai avuto dissapori fino allo scorso anno. L’ultimo nostro incontro essendo avvenuto al Distretto e senza alcun preavviso di conflitti o belligeranze a venire. Tant’è vero che lo stesso Minotti mi aveva chesto – meno di due anni orsono – se fossi stato disposto a subentrargli in Consiglio Comunale a Bellinzona in previsione di un suo possibile ritiro. Proposta che avevo accolto. Pertanto questo suo recente attacco mi ha molto sorpreso, non riuscendo a capire il senso, la ragione e la causa di tutto questo suo risentimento nei miei confronti.

Ambrosini sostiene che la sezione UDC di Bellinzona non esiste. È così?

ODD  La Sezione UDC di Bellinzona non ha mai smesso di esistere fin dalla sua costituzioni ai tempi della presidenza Wicht! Anche qui, trovo poco “fair” questo tipo di insinuazioni che offendono anche diversi membri della sezione che ho caldamente invitato a non voler alimentare ulteriormente la polemica!

Secondo lei Ambrosini è isolato all’interno dell’UDC ?

ODD  Ambrosini, purtroppo, con queste sue modalità relazionali ha creato da tempo diversi “malumori” internamente all’UDC. La possibilità di lavorare assieme (come in passato e, ora, purtroppo, interrotta per decisione dello stesso) aveva però permesso di trovare un buon equilibrio e stemperare certe asperità, grazie proprio alla messa in comune delle rispettive modalità di operare, per il bene di tutti e del partito.

Secondo lei Ambrosini dovrebbe essere espulso dall’UDC ?

ODD  Riguardo la richiesta di espulsione nei confronti di Ambrosini non voglio entrare nel merito per rispetto nei suoi confronti e preferendo, come è giusto che sia, lasciare alla speciale commissione il compito e la responsabilità di valutare la questione in essere in base alla documentazione in suo possesso. Sono infatti fermamente dell’avviso che queste questioni non devono essere lasciate in pasto alla gogna dei processi mediatici ma affrontate nelle sedi opportune.

Lei ha accusato apertamente Ambrosini per il cattivo risultato nel Bellinzonese (aprile 2015). Ma dev’essere difficile fare l’UDC a Bellinzona… Non sembra una città molto favorevole (eufemismo).

ODD  Il cattivo risultato del Bellinzonese nelle cantonali dello scorso anno è un dato di fatto; non è certo il frutto di una mia opinione. Certo, il Bellinzonese è una roccaforte difficile da espugnare; proprio per questa ragione dobbiamo ora finalmente unirci e non dissipare risorse e schede democentriste con queste dispute sterili.

Il rapporto dell’UDC Ticino con la Lega è stato (opinione mia e parola mia) “ondivago” nel tempo. Un continuo tira e molla. Come dovrebbe configurarsi, adesso e nell’immediato futuro?

ODD  Il rapporto dell’UDC Ticino con la Lega dei Ticinesi è stato in passato ondivago e ora è tempo di ritrovare quelle alleanze che sono utili per il bene del Paese. In questo mi ritrovo perfettamente d’accordo con quanto dichiarato recentemente da Piero Marchesi nelle sue interviste.

La presenza di due deputati non UDC nel gruppo parlamentare “la Destra” (e, prima, nella lista) la considera – in senso politico – legittima? Questa alleanza ha un futuro? O è stata un’illusione, un passo falso, un errore?

ODD  Idem per quanto riguarda la presenza di due deputati non UDC nel gruppo parlamentare “La Destra”. La mia visione si allinea con quanto recentemente dichiarato da Piero Marchesi nelle sue interviste.

Nell’UDC esiste un’opposizione organizzata all’attuale dirigenza del partito?

ODD  Tutta l’UDC Ticino è molto coesa e vicina alla dirigenza del partito. Tutte le scelte fatte dal partito sono sempre state discusse e approvate dal Comitato Cantonale (il parlamentino UDC) all’unanimità o a grandissima maggioranza.

Pensa che si manifesterà in occasione del Congresso?

ODD  Il Congresso del 24 gennaio prossimo ha un programma e un Ordine del Giorno preciso e va rispettato. Questa è l’espressione della volontà di tutti i membri UDC, nonché un momento di grande pregnanza nel processo democratico di un partito. Non è certo l’espressione di un circolo della bocciofila, con tutto il rispetto per le bocciofile!

L’indicazione di Pinoja in favore di Marchesi, avvenuta già alcuni mesi fa, non è stata esageratamente condizionante? Non poteva sembrare… che il presidente scegliesse il suo successore?

ODD  Marchesi si è da tempo messo a disposizione del partito per la successione di Pinoja. In tutte le riunioni con la Direttiva e nei vari momenti di dibattito con i membri del partito – dalla base fino ai vertici – sono stati sempre invitati i potenziali interessati a farsi avanti e a esporre le loro proposte all’Ufficio Presidenziale e alla Direttiva Cantonale. Marchesi è il solo che si è occupato, preoccupato e impegnato in questo difficile compito della preparazione per questa non facile successione e per questo oneroso impegno. Solo all’ultimo momento vi sono poi state altre due nuove candidature a sorpresa. Uno di questi si è poi ritirato. È evidente e normale che ora tutto il partito risulti compatto intorno alla candidatura di Piero Marchesi.

I candidati alla presidenza sono due. Ma quanti e quali sono i candidati alle (due) vicepresidenze?

ODD  I candidati alla vicepresidenza sono cinque; due per il sottoceneri e tre per il sopraceneri.

Non chiudo quasi mai un’intervista senza domandare all’intervistato di formulare una previsione (spesso però i sollecitati se la svignano!). Che cosa succederà il 24 gennaio a Sorengo? Tutti contro Ambrosini, da crocefiggere? O troverà dei difensori? Un prestidigitatore caverà un coniglio dal cilindro?

ODD  Domenica prossima, 24 gennaio, non accadrà nulla di spettacolare. In particolare non vi sarà nessuna crocifissione e nessuna santificazione. E, tantomeno, nessuno spettacolo. La politica è una cosa seria e non ha bisogno di primedonne e/o istrionismi di varia natura.

L’UDC Ticino troverà la forza di parlare apertamente e sinceramente dei suoi problemi e dei suoi “mali di pancia”? Non potrebbe essere un’operazione vincente?

ODD  I problemi che ha l’UDC sono gli stessi problemi che troviamo in ogni altro partito politico o consesso democratico. Con punti di vista e sensibilità differenti che talvolta si confrontano nelle discussioni anche vivaci e che sono, appunto, una palestra di confronto dialettico e di crescita democratica.

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