“Il Lions sta per compiere cent’anni… e li porta bene!” – Intervista a Gianluca Generali

Jack Credito 2xDal 1° luglio di quest’anno l’avvocato Gianluca Generali ricopre la carica di presidente del Lions Club Lugano. L’abbiamo invitato nel salotto di Ticinolive per parlarci del sodalizio che presiede e di quella vasta Associazione umanitaria – il Lions International – presente in ogni parte del mondo.

Un’intervista di Francesco De Maria.

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1° luglio Generalida destra: Generali, Wicht (immediato past president), Balestra (futuro presidente), Bosia (past president)

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Francesco De Maria   Chi ha deciso che lei diventasse presidente del Lions Club Lugano per l’anno 2016-17?

Generali 2xGianluca Generali   La carica di Presidente di un Club di servizio, come invero di ogni associazione, è certamente un onore ma anche un impegno di non poco conto. Nel contempo, un Club come il nostro è anche e soprattutto un gruppo di persone amiche, che condividono principi ed ideali: del tutto assente la volontà di prevalere o primeggiare. Per queste ragioni non vi è una corsa, tanto meno sfrenata, a tale carica. È un passo che matura nel tempo e diviene nel corso degli anni inevitabile, per taluni rapidamente, per altri meno. In definitiva e nei fatti, la presidenza è il risultato di una decisione unanime e corale, ove l’assemblea che la conferma è una semplice ratifica.

Come si è preparato a questo compito e come ha concepito il suo programma?

GG   Saputo e deciso che avrei assunto tale carica, è subentrata da subito la consapevolezza di quanto questa comporta. Conseguente pure il cambiamento di attitudine, da socio a persona che deve in concreto condurre l’attività di un Club per il suo anno di carica. Il tutto con il prezioso supporto del Comitato. Il cambiamento di prospettiva è l’elemento che ho percepito come il più determinante nella preparazione.

Il programma dell’anno è inevitabilmente (e giustamente) l’espressione di chi lo concepisce. Passioni e interessi permeano necessariamente quanto il Presidente propone al Club. La comunicazione / capacità di comunicare nella sua accezione più ampia, in ogni ambito, mi hanno sempre interessato: di qui l’idea di avere dei buoni comunicatori quali ospiti, in occasione dei nostri meetings. Nel contempo, scopo e fine primo di un Club di servizio sono l’aiuto concreto e tangibile a coloro che ne hanno bisogno: mi sono dunque concentrato nel reperire delle realtà – quest’anno locali – che hanno bisogno del nostro aiuto e nel contempo reperire i fondi necessari da destinare. Il tutto, in un contesto volutamente rispettoso di una lunga tradizione, considerato che il nostro Club esiste dal 1950.

Il Lions International fu fondato a Chicago nel 1917, l’anno venturo compirà 100 anni tondi. Come li porta?

GG   Venendo a conoscenza, gradualmente e sempre più, della realtà del nostro Club, ma anche di altri Club, rispettivamente di quanto vi è “sopra”, a livello cantonale e svizzero, senza esitazione ritengo che il secolo sia portato in modo egregio. Le attività benefiche svolte a livello globale ma anche locale sono moltissime e tangibili. Sono 100 anni di aiuto ai più deboli, con devoluzione di fondi ma anche attività concrete, svolte dai membri stessi. Il tutto in un contesto di controllo accurato, per cui non vi sono sperperi o spese inutili: il volontariato permette di destinare il massimo alla “causa”, senza pericolo di “mangerie”. L’organizzazione Lions a livello mondiale è capillare, in un giusto equilibrio tra locale e globale: le nuove tecniche di comunicazione permettono delle sinergie sempre più intense, il tutto con il primario obbiettivo di aiutare il più possibile chi ne ha bisogno.

Il Lions è fatto solo per le persone “importanti”? L’appartenenza al Lions (come anche al Rotary) è oggi uno status symbol ? Lo è stata di più nel passato?

GG   Che il Lions, come altri Club di servizio, siano solo per persone “importanti”, è impressione che ho sentito espressa non di rado. Tuttavia da persone che oggettivamente conoscono poco tali realtà. No, un Club di servizio non è solo per persone “importanti”: prova ne sia che esso impone a che tutte le professioni vi siano rappresentate. Se questo pregiudizio si è creato, ciò è quasi certamente da ricondurre a un’insufficiente informazione, colpa dei Club stessi. Su questo si sta lavorando concretamente, portando i Club tra la gente.

Nella mia non lunghissima esperienza e per quanto ho visto, l’appartenenza a un Club di servizio ha perso con il tempo quell’aura di “status symbol”, avvicinandosi maggiormente ai valori e principi effettivi che stanno alla base degli stessi. Chi entra per prestigio, rischia ben presto di essere deluso nella sua aspettativa: l’esclusività non è un valore fondante di un Club di servizio.

Come si entra in un Lions club? Ci si può iscrivere liberamente?

GG   In primo luogo, entra in un Club di servizio chi è interessato concretamente a partecipare alle sue attività, essendo pronto a ricoprire anche cariche e compiti all’interno di esso. Per una garanzia che la persona interessata condivida i principi e i valori del Club, due membri propongono la sua candidatura alla Commissione Soci, poi all’Assemblea, che ne approva l’entrata.

Generali WichtA Paolo Clemente Wicht succede Gianluca Generali

Che cos’è il Codice d’onore? Che cosa contiene?

GG   È un sunto di quelli che sono i valori, i principi, i comportamenti a cui ogni membro del Club si deve ispirare, nella propria vita professionale e sociale di ogni giorno. Serietà, onestà, trasparenza, rispetto del prossimo, senso del dovere nei confronti della propria comunità, solidarietà e generosità: tutti valori incontestabili, che devono essere posti in atto e non rimanere dei semplici termini/obbiettivi.

Qual è l’atteggiamento del Lions verso la cultura? È meno importante dell’aiuto ai deboli, ai diseredati?

GG   Il Lions Club è in primo luogo rivolto al supporto dei deboli e dei bisognosi. Ciò non esclude tuttavia e a priori l’interesse del Club verso momenti ed eventi di cultura: questa è peraltro uno degli strumenti tramite cui “migliorare il mondo”, che è al fondo il fine ultimo del nostro servizio. In questo senso, non pochi sono stati gli aiuti dati dai Club Lions a manifestazioni culturali.

Il suo Club è il più antico club di lingua italiana nel mondo e sta per compiere 66 anni. Che cosa ha significato – con i suoi uomini e le sue attività – per la città di Lugano?

GG   Oggettivamente sorprendente (e un onore che non si cancella e non si dimentica) il fatto di essere stati i primi (di cultura e lingua italiana) ad aver aderito ai principi del Lionismo (provenienti dal nuovo mondo). 66 anni sono una storia lunga e importante, costellata da figure e iniziative di rilievo, che hanno avuto risalto e riconoscimento anche internazionale, vedasi l’Azienda Agricola Protetta di Vaglio, gestita in collaborazione con la Fondazione La Fonte.

Quanti e quali sono i Lions club luganesi?

GG  I Lions Club nel Distretto di Lugano sono quattro: Lugano – Ceresio, Lugano Monte Brè, Monteceneri e il nostro. Con tutti vi sono buoni rapporti e preziose collaborazioni. Per ragioni di vicinanza geografica e affinità, vi sono pure legami di amicizia con il Lions Club Campione, sebbene questo rientri nell’organizzazione Lions italiana.

Ci sono tradizioni lionistiche (o rotariane) nella sua famiglia?

GG   Mio padre è membro del Rotary Club Lugano da molti anni. Mio suocero è invece membro del Lions Club Lugano, pure da molti anni. La mia entrata nel Lions non è una scelta di campo… Rispetto e apprezzamento per ogni Club, a prescindere dal nome, ritenuto che si rema tutti nella stessa direzione.

Che cosa ci può dire della presenza femminile nel Lions? Quante donne (socie) ci sono nel suo Club?

GG   Il nostro Club, diversamente da altri Lions Club, non annovera presenze femminili. Ciò si spiega in primo luogo con il suo anno di nascita: il 1950, in cui il contesto era ben differente da quello odierno. La tradizione, il rispetto per quanto avvenuto in precedenza, hanno fatto sì che quanto deciso/avvenuto agli albori non si sia modificato nel tempo. Tale situazione non è da interpretarsi in alcun modo come un giudizio di valore.

Vorrebbe che ce ne fossero… o va bene così?

GG  In tutta franchezza è un quesito che non mi sono a oggi posto, non ultimo in quanto non ho saputo di richieste in tal senso. Non nascondo che l’attuale situazione, forse perché così sin dalla mia entrata, mi pare naturale e va bene così. Non sono personalmente contrario a un confronto in merito in seno al Club, dovesse in futuro porsi la questione in termini concreti.

Di regola nei mesi di luglio/agosto… non si fa nulla. Ma in questo stesso anno i giorni 8 e 9 luglio hanno fatto eccezione, non è vero? Lei c’era?

GG   Il Lions Club Alto Ticino ha festeggiato quest’anno i suoi 60 anni di vita. Club di cui peraltro noi siamo padrini. In occasione di tale importante momento sono state organizzate – l’8 e il 9 luglio appunto – due grandiose serate di musica e spettacoli scenici presso le cave Giannini di Lodrino. Un’organizzazione enorme, che ha comportato un lavoro di mesi da parte di molte persone. Ho avuto il piacere di partecipare alla prima serata e vedere l’apprezzamento generale dei quasi mille ospiti: davvero contento per il presidente Mario Gagliardi, per tutto il comitato organizzatore, per il padrone di casa, Flavio Giannini, generosissimo Lions, per tutti gli amici dell’Alto Ticino.

Per concludere la nostra chiacchierata, ci dica due parole sul suo predecessore… e sul suo successore (che già si conosce).

GG   Ho avuto grande piacere a lavorare e condividere momenti di lavoro e anche svago con il mio predecessore Paolo Clemente (Wicht): equilibrato, lucido, imperturbabile (a meno che non si parli di tavola), con modi e discorsi impeccabili.

Confido di poter essere di altrettanto aiuto al mio successore Bruno (Balestra), con cui ci siamo già confrontati su suoi spunti e idee per il suo anno Lionistico: brillanti, non prevedibili, carichi di contenuto, come la sua persona.

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