I denti bianchissimi di Berenice – Edgar Allan Poe

Dicebant mihi sodales
si sepulchrum amicae visitarem
curas meas aliquantulum fore levatas

Mi dicevano i compagni
che se avessi visitato la tomba dell’amica
le mie ambasce si sarebbero un poco alleviate (Ebn Zayat)

La miseria è molteplice. L’infelicità della terra è multiforme. Abbracciando il vasto orizzonte al pari dell’arcobaleno, le sue sfumature sono varie come i colori di quell’arco, e altrettanto distinte, e al tempo stesso altrettanto intimamente fuse. Abbracciando il vasto orizzonte al pari dell’arcobaleno! Com’è che della bellezza io ho tratto una negazione di essa? dal simbolo della pace una immagine di sofferenza? Ma come nell’etica il male è conseguenza del bene, così nella realtà dalla gioia scaturisce il dolore.

Questo è l’incipit di Berenice di Edgar Allan Poe, il racconto dell’ossessione dei denti. Ecco come il grande incisore Alberto Martini rappresenta il sorriso di Berenice.

Berenice