“È tutto un pretesto per non agire”. La delusione di Lara – Intervista

La Giovanna d’Arco di “Prima i nostri” si è battuta alla grande, ma la coalizione PLR-PPD-PS non le ha lasciato scampo. Ha perso ma con onore (e non poteva vincere). A ben guardare, a Bellinzona e a Berna la configurazione è la stessa. I “borghesi” (termine che l’avvocato Tettamanti usa ancora in un’accezione positiva, ma che farebbe inorridire un sacco di gente) con chi stanno? Ditelo voi.

Un’intervista di Francesco De Maria.

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Lei si è impegnata molto per “Prima i nostri”, era relatrice di minoranza. Il Gran Consiglio ha detto No. Da 1 a 10 quanto è grande la sua delusione?

La mia delusione è tanta, se penso ai molti ticinesi che hanno sostenuto l’iniziativa e che speravano in un parlamento che avesse un po’ più di coraggio. Invece, tutti o quasi, dei “cuor di Leone”. La mia delusione quindi, non dico che sia 10, ma poco ci manca, ma era quasi scritto che andasse com’è andata. Una sorta di copia-incolla di quel che si è svolto a Berna. Perlomeno ho avuto il piacere di vedere qualche deputato PPD che non ha seguito i relatori di maggioranza Gendotti-Galusero-Lepori e ciò gli fa onore.

Proviamo a differenziare i partiti. Il PLR ha detto No. Principalmente, perché? Stessa domanda per il PPD. Stessa domanda per il PS.

Credo che la risposta a tale domanda sia riassunta nel rapporto di maggioranza. Il PLRT è molto “quadrato” non riesce a guardare oltre. Mi ha fatto tenerezza il discorso del collega Galusero (contrario), ma la cui generazione ha goduto di questa protezione nell’accesso al mercato del lavoro, grazie ai contingenti e a tutta una serie di “paletti” che una volta c’erano e che, in parte, il suo partito ha contribuito ad abbattere. Il PPD, a livello nazionale si è astenuto, contribuendo de facto a una legge che ha violato la Costituzione. Almeno qui in Ticino, ho avuto il piacere di vedere qualche collega di tale partito aver più coraggio di altri al suo interno. Il PS? C’è poco da dire, perché nel loro programma c’è ancora l’adesione all’UE; Prima gli altri, poi, FORSE, i nostri.

Chi ha collaborato con l’on. Pinoja alla stesura della proposta? Quali politici PLR, PPD o PS hanno mostrato un minimo di apertura verso “Prima i nostri” ?

Abbiamo presentato la legge di applicazione, in una conferenza stampa,  alla quale hanno principalmente messo mano l’On. Yves Nidegger e l’On. Marco Chiesa. Naturalmente il collega On. Pinoja ha fatto la parte da leone spiegando, anche all’interno della commissione speciale, che si è occupata di tal tema, della bontà della proposta. Io per contro ho redatto il rapporto di minoranza che ha ben evidenziato come la giurisprudenza in materia, non sia per niente così chiara e cristallina, portando anche molti esempi – vedi tassa sul traffico pesante – che mostrano che laddove la Svizzera vuole proteggere i propri interessi lo fa! Certo, i tempi stanno cambiando, purtroppo,  così come i politici a Berna – tranne i soliti noti – che sembrano più inclini a volere divenire servi dell’UE che a difendere i nostri interessi.

La parola chiave di tutta la vicenda sembra essere “Diritto superiore”. Ma che cosa significa, concretamente?  A) Che non siamo soli al mondo e dobbiamo inchinarci davanti a realtà più grandi e più potenti di noi  B) Che non siamo più padroni in casa nostra, ed è normale che sia così  C) Il motivo addotto non è reale ma pretestuoso.

 Potrei rispondere A) B) C) allo stesso tempo. In ogni risposta, purtroppo, c’è un pezzo di verità! A) perché ci sono sempre più partiti e politici che non vogliono capire che, se sono stati eletti, non è per fare gli interessi altrui, ma i nostri! Se si perde di vista questa verità, allora sì, siamo sempre più soli al mondo. B) No, non è normale non essere più padroni a casa nostra, io, il mio partito e molti altri combattiamo da sempre affinché la nostra libertà non sia MAI messa in discussione. Collaborare sì, svendersi, mai! C) Certo, è tutto un pretesto per non agire. Quando si vuole – vedi blocco sistematico dei permessi – si agisce, quando si deve agire per concretizzare una proposta UDC, stranamente, non va bene nulla. A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca.

Dopo il voto molti cittadini hanno sfogato la loro rabbia sui social. Questo fatto secondo lei ha un valore politico? Oppure è uno sfogo senza conseguenze?

I social network per molti cittadini sono ormai un mezzo per sfogare la propria rabbia. Prima dall’avvento di questi ultimi forse, “rabbia popolare” era meno evidente ai nostri occhi. Certo non c’è il mondo intero sui social, ma è un buon polso della nostra attuale società e non possiamo ignorarlo del tutto. Il vero problema è se questa “rabbia” poi si concretizzerà o no alle prossime elezioni. Voteranno ancora partiti e politici che hanno disatteso le loro aspettative?

L’articolo costituzionale, approvato dal popolo, è scritto nero su bianco. Ma non è stato realizzato. Lei pensa che ci si debba arrendere? Oppure intravvede una via ancora percorribile?

È vero, l’articolo costituzionale c’è, nero su bianco, ma non è stato realizzato. Come ho dichiarato nel mio intervento in aula, a noi “colpevoli” di aver voluto far qualcosa di concreto per la popolazione ticinese è stato quasi “intimato” di proporre una soluzione, cosa che abbiamo fatto, purtroppo poi bocciata a maggioranza. Sia il governo che i contrari però, non hanno voluto portare alcuna soluzione al riguardo; l’articolo costituzionale, purtroppo, attualmente senza una legge di applicazione è lettera morta. Un fattore non va tuttavia dimenticato, ossia che c’è tuttora un’iniziativa popolare costituzionale approvata dal popolo, in attesa di un testo d’applicazione. Il testo proposto dall’iniziativa della commissione speciale, dava spunti a sufficienza per redigere una legge in tal senso. Non è stato accettato? Va bene, anzi male, ma comunque tocca a governo e parlamento ora proporre un testo in sintonia con la modifica costituzionale accettata in votazione popolare. Non possono semplicemente lavarsene le mani. Purtroppo, non vedo alcuna volontà e fretta di farlo.  Ora, a livello nazionale, l’UDC ha lanciato l’iniziativa per abolire la libera circolazione. Una pietra miliare, per capire veramente, se il nostro popolo vuole tornare padrone della propria libertà in fatto d’immigrazione o se preferisca affidare il proprio destino ai politici servi dell’UE. Non ho dubbi sulla risposta.

Esclusiva di Ticinolive