“Spero di presentare almeno tantE candidatE… quanto il PLRT” – Intervista alla leader di “Più Donne” on. Tamara Merlo

“Sergio Savoia è un uomo intelligente e pieno d’energia. Non ha fallito”
“(contro le donne) Non sono decenni, sono millenni di angherie”

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Tenevo molto a questa intervista, e sono lieto di averla ottenuta. La lista “Più Donne” (altamente discriminatoria) mi è subito parsa una novità interessante e i giornalisti (anche quelli finti) hanno il dovere di occuparsi delle novità.

Ricordo Tamara Merlo come deputata verde della squadra Sabauda, nel senso di Sergio Savoia. E mi piace come, ancor oggi e dopo il suo addio alla politica, non lo lasci cadere. Di solito non c’è considerazione per gli sconfitti, soprattutto in quel mondo. Il Savoia politico era un uomo dotato, grande comunicatore, che volendo una cosa impossibile e non potendola avere, ha fallito. La RSI ha ri-accolto il “figliol prodigo” ed è tutto a posto.

Com’è Tamara Merlo, creatrice e leader di “Più Donne”? Battagliera, entusiasta, con una giusta dose abbondante di femminismo. Le donne sono una potentissima lobby. Se riuscirà a motivare e a mobilitare le donne, ecco che Tamara sarà vincente.

Un’intervista di Francesco De Maria.

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Francesco De Maria  Il suo intervistatore è un vecchio maschilista, il quale all’età che ha… non può più cambiare. Vorrebbe farle un’intervista critica, e lievemente provocatoria. Accetta?

Tamara Merlo  Ma certo. Non ho paura.

Lei sta formando e lanciando una lista (immagino due). Perché?

A cinquant’anni dalla concessione del voto alle donne ticinesi siamo ancora molto lontane da una rappresentanza paritaria nelle istituzioni. Ci stiamo mettendo troppo tempo. Mi sono resa conto che se i partiti mettessero in lista un pari numero di candidate e candidati, la situazione migliorerebbe. Dato che i partiti tradizionali non hanno fatto questo lavoro, ho pensato che dobbiamo candidarci da sole.

In questa lista si entra solo sulla base del sesso, non è vero? Non è una discriminazione? Mi sento escluso.

S’immagini come si sono sentite mia mamma, le mie zie e le mie nonne fino al 19 ottobre 1969, quando non solo non potevano candidarsi ma nemmeno votare! E questo valeva per tutte le donne ticinesi, cioè metà della popolazione del nostro Cantone.

Lei siede in Gran Consiglio, dove è entrata quale deputata verde. Può raccontarci quello che è successo dopo il traumatico 2015 ?

Nel 2015, sotto la direzione di Sergio Savoia, abbiamo riconfermato il Gruppo parlamentare con 6 eletti, un seggio in meno rispetto al 2011. Un risultato molto positivo, considerato che all’interno del partito c’era chi, per sua ammissione, non stava facendo gioco di squadra.

La rottura tra Gruppo parlamentare e partito c’è stata nel 2016, con il cambio ai vertici e il ri-allineamento dei Verdi all’ombra del PS. Mi riferisco all’anno di presidenza da parte di Michela Delcò Petralli e poi i successivi 5 co-coordinatori. Il sostegno all’iniziativa “Prima i nostri” da parte del Gruppo parlamentare (tutti tranne Delcò Petralli) era coerente con il programma in base al quale eravamo stati eletti. Sono stati momenti difficili, anche per Francesco Maggi e Claudia Crivelli Barella, per la chiusura della nuova dirigenza.

Mi rendo conto che manca tutta una parte della vicenda relativa alla Sezione di Lugano, creata ad hoc per indebolire la Sezione del Luganese e tagliare fuori dalle elezioni comunali del 2016 Denti, Patuzzi e la sottoscritta.  Sono tutte vicende poco edificanti, di nessun interesse per i cittadini, ma che hanno inghiottito molto del nostro tempo ed energie.

Lei, con il dottor Denti e Maristella Patuzzi è stata espulsa dal partito. Come mai?

Franco Denti è stato espulso senza motivo e senza neanche essere sentito. Maristella Patuzzi e io, per protesta, abbiamo smesso di versare al partito la quota del gettone di presenza. Hanno cambiato gli statuti e ci hanno ritenute espulse. Di nuovo senza contraddittorio, senza discussione, senza parlare con noi.

È disposta a farmi una valutazione complessiva della personalità e dell’attività di Sergio Savoia? Perché Savoia, politicamente, ha fallito?

Sergio Savoia è un uomo intelligente, pieno d’energia, amante del ragionamento e delle discussioni, sempre pronto al dialogo. Io ho discusso con lui molte volte quando ero presidente del Comitato cantonale dei Verdi: non sempre ci siamo trovati d’accordo, ma il confronto è sempre stato arricchente e leale.

Per me non ha affatto fallito. Ha avuto un successo elettorale straordinario. Non è stato eletto in Consiglio di Stato perché da noi non c’è il sistema maggioritario. Ha fatto crescere enormemente il partito dei Verdi, confermando nel 2015 il gruppo parlamentare conquistato nel 2011 sotto la sua direzione.

Qual è attualmente la sua posizione politica, e con chi sta?

La posizione di Savoia deve chiederla a lui. Io sto con Più Donne. [In effetti la domanda era rivolta a Tamara, ndI]

Mancano tre mesi al voto. Come procede la raccolta delle adesioni? Ha già qualche nome importante nel suo carnet? Quante candidate spera di presentare? 5 per il governo? Quante per il parlamento? A quante elette punta?

La raccolta sta procedendo bene, anche se il tempo è poco. Spero di presentare almeno tante candidate quanto il PLRT. Il risultato si vedrà ad aprile.

Le tre priorità politiche di “Più donne”. La ascolto.

  • Combattere la violenza domestica e le molestie sessuali
  • Parità di salario a parità di lavoro, non solo sulla carta
  • Conciliabilità lavoro-famiglia

In pratica si tratta di prendere tutte le statistiche cantonali in cui c’è disequilibrio (ed è sempre a svantaggio delle donne) e fare di tutto per portarle in parità. Dividere equamente oneri e onori.

Secondo lei i termini “destra” e “sinistra” oggi hanno ancora un senso?

No. Occorre discutere sui temi, in maniera sincera e leale, per trovare soluzioni. [Questa domanda io la faccio sempre; sono convintissimo che un senso ce l’abbiano, oggi più che mai; ovviamente accetto la risposta di Tamara]

Quale importanza attribuisce alla comunicazione politica sui “social”?

I “social” sono diventati una parte importante della nostra vita quotidiana, ma si capisce di più della nostra società uscendo di casa e parlando con le persone in situazioni diverse.

I social sono estremamente potenti ma evidenziano, molto spesso, delle derive spaventose, con incredibili esplosioni di odio e di volgarità. Lei riesce a sopportarle senza indignarsi?

Io reagisco quando odio e volgarità sono propagate da chi afferma di fare informazione.

Che cosa pensa dello tsunami (in attenuazione) Me Too? 1) Una giusta rivalsa dopo decenni di angherie  2) Una buona causa offuscata da eccessi isterici  3) Una vetrina per donne in caccia di pubblicità.

4) l’inizio di una presa di coscienza molto più ampia, che culminerà in una società più giusta, dove si possa essere donna a parità con gli uomini e senza subire violenze o molestie. (Per la 1, non sono decenni, sono millenni di angherie).

La Repubblica e Cantone del Ticino ha legalizzato la prostituzione (le “escort” pagano le tasse). È stata una saggia decisione?

Non ritengo sensato promuovere la prostituzione come una carriera. È giusto fare in modo che le persone che si prostituiscono lo facciano senza essere obbligate né sfruttate. La mia impressione è che non si sia ottenuto questo risultato: c’è chi lucra sulla prostituzione e questo è inaccettabile.

Quale donna politica ammira di più?  A) nel mondo  B) in Svizzera  C) nel Ticino

Ammiro tutte le donne che s’impegnano e “fanno politica” ogni giorno, col loro lavoro quotidiano, in famiglia, nel volontariato, che affrontano ogni giorno una strada che purtroppo è ancora in salita.

La lunga carriera politica di Angela Merkel volge al termine. È stata una brava cancelliera? Ha commesso molti errori?

Non posso giudicare la carriera di Angela Merkel. Posso dire che è stata fondamentale per aiutare tante persone a usare il termine “cancelliera”. Le parole sono importanti, esprimono e formano le idee. È indispensabile che ci siano tutti i termini declinati al femminile affinché si possa accedere (senza fare i salti mortali) a tali cariche e professioni. Avvocata, ingegnera, medica, chirurga, meccanica, sindaca, consigliera di Stato (visto che ne mancano da un pezzo, in Ticino)…

Chiudo citando, da cafone, me stesso: “L’elemento fondamentale e strutturale nella società umana è la donna. L’uomo non è che un accessorio decorativo”. Che ne dice?

Dico no. L’uomo e la donna devono e possono essere, insieme, gli elementi fondamentali e strutturali di una società umana più giusta.

Esclusiva di Ticinolive