Orio Galli scrive a Ticinolive

Spettabile redazione,

ho letto la stimolante intervista sulla mostra di Helidon Xhixha e mi piacerebbe entrare nel dibattito… cercando però di non cadere nella “libido loquendi”.

Conosco bene Dalmazio Ambrosioni da quando negli anni ’80 era responsabile della cultura visiva per le pagine del defunto GdP. In occasione delle famose teste false di Modigliani gli avevo rilasciato una lunga intervista che non ha però mai visto la luce. In quella discussione nel mio studio a Caslano avevo sollevato il problema della mitizzazione di certi artisti e delle loro opere. Un problema che a distanza di alcuni decenni sta sempre più diventando centrale. E non solo nell’arte ma in diversi campi della nostra società sempre più “civiltà spettacolo” e dei soldi (quei dannati danée…).

Uno dei fattori che sta alla base di tutto ciò mi sembra molto ben riassunto in questo testo di Tullio Pericoli, uno dei massimi disegnatori italiani a livello mondiale, e pure eccellente artista pittore. Ecco la frase: “La scomparsa della committenza è una delle ragioni che ha allontanato l’arte dal confronto con la cultura viva del suo tempo, e qui l’arte ha perso la sua partita prima di giocarla.”

Cos’altro aggiungere? Che tra i giochi ci sarebbe anche la roulette russa?

Orio Galli