Muore Eva Kor, l’ultima “gemella di Mengele”

Si è spenta all’età di 85 anni Eva Kor, donna tedesca sopravvissuta agli atroci esperimenti condotti dal medico nazista Josef Mengele. L’ultima delle “gemelle di Mengele” è morta in un hotel di Cracovia, a pochi chilometri di distanza da Auschwitz, campo di sterminio dove sono stati uccisi anche il padre, la madre e fratelli di Eva. La donna, che viveva in Indiana, si trovava in Polonia per accompagnare dei giovani in visita.
La sorella gemella Miriam invece è deceduta negli anni Novanta. Assieme le due sorelle avevano fondato Candles Holocaust Museum and Education Center a Terre Haute dove viveva con suo marito Michael Kor, anche lui sopravvissuto all’Olocausto. Con l’aiuto dell’organizzazione hanno rintracciato altre 100 coppie di gemelli che hanno sperimentato sulla loro pelle le torture del sadico Mengele. Eva Kor ha scritto due libri, Ad Auschwitz ho imparato il perdono e Surviving the Angel of Death.

Josef Mengele durante la sua attività ad Auschwitz aveva selezionato circa 3000 bambini, soprattutto fratelli, da usare come cavie umane per i suoi esperimenti pseudo-scientifici sulla razza. Soltanto 200 bambini sono sopravvissuti alle atrocità come iniezioni quotidiane di farmaci, amputazioni ed interventi chirurgici senza anestesia. Se uno dei gemelli moriva in seguito agli esperimenti anche l’altro veniva ucciso per analizzare le differenze tra i due.

Eva Kor ha lavorato per anni per tenere viva la memoria degli orrori avvenuti nei lager, educando anche i più giovani. In un’intervista l’anno scorso aveva raccontato: “Al campo mi ero assuefatta all’atrocità e, con la stessa naturalezza con cui respiravo, provavo terrore. Il Dr Mengele iniettò nel mio corpo sostanze misteriose, che nessuno riuscì mai a comprendere fino in fondo e che ancora oggi mi provocano problemi di salute. Al contrario, il veleno che mi ha trasfuso nell’anima lo riconobbi presto: la forza distruttiva dell’odio e della paura ha marchiato a fuoco quasi tutta la mia vita”. Ma ha anche sempre affermato di aver trovato dentro di sé lo spazio per il perdono: “Con la stessa forza con cui la rabbia mi aveva reclusa nel passato, sentivo che il perdono mi spingeva a riscoprire la vita”.