Sulla sortita (apparentemente balzana) dell’ex consigliere federale pipidino Joseph Deiss. Parola a Lombardi.

Tutti ne parlano. “Dobbiamo entrare nell’UE”, Deiss ha detto. Il suo stesso partito ne è infastidito, teme che gliene venga un danno, le elezioni sono vicine!

Attenzione. In politica le cose non sempre sono quelle che sembrano. Quasi mai. Si fa presto a parlare di balorda provocazione.

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Il candidato agli Stati Filippo Lombardi reagisce a tempo di record: “Nessuna comprensione per l’odierna intervista di Joseph Deiss che parla di adesione all’UE. Non è all’ordine del giorno e non raccoglierebbe nemmeno 20% dei voti. La stessa supponenza del CF che nel ’92 depose la domanda di adesione sei mesi prima del voto sullo SEE. La Svizzera ha trovato la sua strada e non ha nessuna ragione di cambiarla.”

Filippo (la cui abilità politica abbiamo sempre ammirato) sembra diventato – in questi calamitosi “temp da guèra” – sin troppo saggio.

Il mio Pensiero odierno (anch’io ne ho diritto) è il seguente. Non considerare automaticamente eletti Lombardi e Merlini. Non è una legge di natura e non è una legge di Dio. Poi, naturalmente, vinca il migliore. Anzi: i migliori.