Un’occasione d’oro per la mobilità cittadina – di Leandro de Angelis

L’attuale situazione causata dal Coronavirus è negativa sotto una moltitudine di aspetti e ci ha provvisoriamente costretti a modificare radicalmente il nostro stile di vita. Tuttavia, il mantra dello “state a casa” ci offre un’occasione più unica che rara e che non dobbiamo lasciarci sfuggire: quella di rivedere la mobilità delle nostre città.

Quando ci muoviamo con un’automobile o un altro veicolo a combustione emettiamo gas a effetto serra e tutta una serie di polveri fini. Il surriscaldamento causa la scomparsa dei ghiacciai, desertificazione e carestie, mentre aumenta la frequenza di fenomeni meteorologici estremi anche da noi. Le polveri fini, delle quali il traffico in Ticino è la maggiore fonte (1) , si depositano in profondità nei polmoni e son fonte di problemi cardiovascolari e polmonari, che ogni anno in Svizzera portano a 2’200 morti premature e migliaia di giorni di ospedalizzazione (2).

Tanto il cambiamento del clima, quanto i fenomeni meteorologici estremi e le ospedalizzazioni hanno costi astronomici. Secondo l’Ufficio Federale dello Sviluppo Territoriale, il solo traffico individuale motorizzato nel 2015 ha causato costi per 7,2 miliardi di franchi (3). Rapportati alla taglia del Ticino, i costi ammontano ogni anno a 302 milioni (4,5) e a circa 860 franchi a testa!

Una buona parte di questo traffico è rappresentato da persone che effettuano tragitti brevi in automobile, tragitti che potrebbero venir effettuati in bici o bici elettrica. Allora perché continuiamo a muoverci in auto? Una parte della risposta è che per le bici, nelle nostre città, troppo spesso non sembra esserci spazio: le automobili si sono arrogate ogni centimetro di strade e corsie. E rivedere i piani viari cittadini durante la nostra frenetica attività quotidiana è difficile.

Ebbene, è proprio qui che il Coronavirus ci può aiutare: i nostri spostamenti sono ridotti e ancora per un po’ il traffico rimarrà a livelli più bassi di quelli pre-virus. Raramente un momento è stato così propizio per inserire nuove corsie ciclabili o chiudere strade al traffico motorizzato. Aree urbane con problemi di traffico potrebbero giovare notevolmente dall’aumento della mobilità dolce, che porta a meno code, maggiore attrattività turistica e un’aria più pulita. Per citare un esempio, Milano ha deciso di realizzare 35 km addizionali di piste ciclabili per adattare la metropoli alla riapertura post-corona (6) .

Città come Bellinzona, Locarno, Lugano o Mendrisio dovrebbero cogliere l’attimo in modo da assicurare che, una volta che la vita dei Ticinesi torni a girare a velocità normale, lo faccia anche in maniera più sana. Perché il surriscaldamento climatico è forse la maggiore sfida per l’umanità del nostro secolo. Perché siamo stanchi di avere i polmoni intrisi di polveri fini, in tempi di Coronavirus più che mai. E perché, per essere schietti, 860 franchi a testa ogni anno sono proprio tanti.

Leandro de Angelis

 

[1] Dipartimento del Territorio Ti, Piano di Risanamento dell’Aria 2017, p. 24

[2] https://www.bafu.admin.ch/bafu/it/home/temi/aria/info-specialisti/effetti-dell-inquinamento-atmosferico/effetti-dell-inquinamento-atmosferico-sulla-salute.html

[3] UFST, 2015 – Externe Effekte des Verkehrs 2015, p. 8

[4] https://www.bfs.admin.ch/bfs/it/home/basi-statistiche/censimento-popolazione.assetdetail.1021397.html

[5] https://www4.ti.ch/dfe/dr/finanze-pubbliche/dati-finanziari/2020-preventivo-e-piano-finanziario-2021-2023/

[6] https://www.comune.milano.it/-/mobilita.-a-dicembre-35-km-di-nuove-ciclabili-a-milano