Un calciatore non deve avere opinioni – di Vittorio Volpi

Questa è la conclusione del tabloid nazional-comunista “Global Times” da Pechino. È lo strale lanciato dal giornale “Voce del padrone” cinese nei confronti di un calciatore quasi da tutti ammirato per la sua tenacia e correttezza sui campi verdi.

Si tratta di Mesut Özil centrocampista tedesco di origini turche che gioca da 8 stagioni consecutive per i “Gunners”, il club londinese Arsenal. Ha giocato sinora 184 partite, 33 goal e 54 assist.

Foto Wiki commons (Ronnie Macdonald) – https://creativecommons.org/licenses/by/2.0/deed.en

Ed aggiunge il “Global Times”, polemizzando con un dissidente di Hong Kong che ha sostenuto il calciatore – Joshua Wong- (lo chiama un secessionista sul viale del tramonto) “nessun club vuole un calciatore che anziché concentrarsi sul calcio prende parte a campagne politiche senza senso sui social network..”. Commento duro…

Che cosa ha fatto Özil per essere attaccato così violentemente dal Partito Comunista Cinese? E quali i fatti con l’Arsenal?

In breve, il turco (tedesco) si è fatto promotore di un’azione di sostegno agli Uiguri – popolazione turcofona che vive nella provincia dello Xinjiang: circa un milione di loro- secondo più fonti- sarebbero detenuti in centinaia di “campi di rieducazione“ allo scopo di sostituire la loro cultura e religione mussulmana, integrandoli in quella cinese.

Discriminazione di cui si parla poco da noi, ma argomento molto sensibile per i cinesi. Con la scusa di evitare il terrorismo, i “campi” hanno lo scopo di allontanare gli Uiguri dalla loro cultura.

Molto di ciò é ben documentato sui giornali internazionali che si basano anche su quanto raccontano quelli che in un modo o nell’altro hanno potuto portare le loro testimonianze in Occidente.

Ad aggravare la situazione è giunto il messaggio di Joshua Wong da Hong Kong che ha scritto “l’Arsenal ha escluso Özil perché lui aveva fatto sentire la sua voce a sostegno degli Uiguri”. Il ragionamento di Wong ( fino a quando libero di parlare?) è che l’Arsenal, come tutti i club europei, punta molto sul mercato cinese (i diritti televisivi milionari) ed abbia fatto fuori il calciatore per compiacere Pechino.

Alla faccia di chi sostiene che lo sport è al di sopra della politica e degli affari..

Intanto, Özil, dalla ripresa delle attività, a maggio è stato escluso dalla rosa dei 25 per la Premier League. Nonostante ciò il Club continua a pagargli 370mila Euro a settimana.

Il giocatore non è stato muto all’esclusione dalla rosa e se la prende con la proprietà e così si è pronunciato: “ continuerò ad allenarmi al meglio per poter rientrare in squadra e continuerò ad usare la mia voce contro le disumanità e per la giustizia”.

Non ha fatto polemica con il coach, dignitoso per un’atleta che è stato campione del mondo per la nazionale tedesca e leale ai valori nei quali crede.

L’Arsenal naturalmente sta abbottonato e per ora il giocatore se lo tiene. Ha bene in vista ciò che è successo l’anno scorso alla NBA che è stata oscurata dalle televisioni cinesi per delle dichiarazioni “incaute” di un dirigente che si era espresso in supporto al “movimento democratico” di Hong Kong. Faccenda poi risolta.

Per il momento la popolarità di Özil in Cina è precipitata. Si sa che la sua maglia dell’Arsenal sarebbe stata bruciata da tifosi cinesi.

Quello che è certo è che il giocatore sta giocando gli anni finali della sua carriera (ne ha 33) perché il rientro (o uscita) dai Gunners è ancora tutto da vedere.

Vittorio Volpi

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Nota. Sugli Uiguri Ticinolive ha pubblicato recentemente un articolo, a seguito di un incontro con la stampa avvenuto a Villa Castagnola.

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