“Questo accordo quadro non andrà a buon fine” – Emilio Martinenghi intervistato da Francesco De Maria

Ferrara, Speziali o Martinenghi? Il PLR in questi giorni si ritrova al centro dell’attenzione perché domenica 22 eleggerà il suo nuovo presidente.

Nonostante le perdite subìte, che non si possono nascondere, il PLR rimane centrale nel nostro panorama politico. Certo, la vecchia “configurazione” non esiste più: il Partitone (quasi identificato con lo Stato) nel mezzo, con attorno il nemico “atavico” e i “progressisti” (che noi chiamavano, un po’ per ridere, bolscevichi; ma anche Weltverbesserer va bene).

Viene spontaneo domandarsi se questo declino non sia stato causato da una scelta errata di linee politiche. Io non risponderò a questa domanda, in ogni caso non oggi.

Emilio Martinenghi, candidato luganese alla presidenza PLRT, ha concesso l’intervista a Ticinolive e della sua cortese disponibilità lo ringrazio. Ho trovato interessanti soprattutto certe sue risposte che mostrano una certa distanza dalla linea dominante (oggi) nel partito nazionale. Qui non siamo a Zurigo, ma a Lugano, a Bellinzona, a Locarno (e Stabio).

Un’intervista di Francesco De Maria.

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Francesco De Maria  Incominciamo con la domanda più difficile, così ci leviamo subito il dente: perché il PLRT ha perso consenso in questi ultimi anni?

Emilio Martinenghi  A mio avviso una ragione è l’allineamento delle simpatie dei cittadini verso i movimenti abili a catturare il consenso nei momenti di debolezza economica e sociale, come in altre realtà a noi vicine. La seconda ragione una disaffezione dovuta alla percezione di distacco della stessa politica ai problemi contingenti dei cittadini.

La scelta del presidente in quale misura potrebbe influire sulle chance di recupero del partito: 1) enormemente 2) notevolmente 3) mediamente 4) poco 5) zero ?

Dipenderà dalla credibilità che si potrà guadagnare. Direi mediamente.

Le doti fondamentali di un presidente. Da 1 a 10, assegni i punteggi: A) fermezza nei princìpi politici B) autorevolezza C) abilità nel gestire i conflitti, anche personali D) capacità di comunicazione E) psicologia.

8,5 a tutti tranne l’ultimo cui do 9.

Potrebbe essere un compito del nuovo presidente quello di “recuperare” una quantità non piccola di cittadini elettori che non votano più PLR ? Se sì, ha già un’idea di come farlo?

Mi concentrerei sul lavoro da seguire e sviluppare a tutti i livelli, veicolando messaggi concreti e credibili. Il nostro partito sa assumere la responsabilità di governare e compartecipare alla costruzione del futuro del cantone. Il cittadino potrà riconoscersi in questa azione concreta e efficace.Agirei nel rispetto dei valori liberali mantenendo spirito libero ed indipendente, soprattutto ponendo come prioritario l’interesse dei cittadini del Ticino.

Parole di moda. Che cos’è per lei un “sovranista”? Un sovranista può essere liberale? Un liberale può essere sovranista?

L’uno non può essere l’altro. Uno dei nostri valori è la solidarietà, che intendo in modo esteso e non solo riferito ad un concetto territoriale o di Paese. Viviamo in mondo interconnesso economicamente e socialmente. Dobbiamo avere uno spirito di paese e d’altra parte essere pronti e preparati a cooperare con altre realtà a noi diverse.

Dopo l’esecuzione di un sondaggio e una votazione, il PLR ha attuato la sua “svolta verde”. Qual è il suo giudizio generale sull’operazione?

La valuto opportunistica e reattiva. Il nostro partito è dell’economia e della solidarietà. Il rischio di invadere territori di altri partiti è dietro l’angolo con perdita del messaggio politico cui mi riferisco.

Per quanto è a sua conoscenza gli ambienti industriali, tradizionalmente vicini al PLR, come hanno accolto questa “rivoluzione copernicana”?

Chi fa impresa seria già lo fa con responsabilità sociale ed anche ambientale. In questi ambienti, ancora vicini al nostro partito ritengo vi sia una certa indifferenza alla svolta verde, anche se non sottovaluterei il rischio futuro di vincolare le attività imprenditoriali all’altare di una nuova onda emozionale e a volte meno razionale, e perdere così la centralità del messaggio dei valori fondanti del PLR.

Il PLR in parlamento ha votato la tassa sui biglietti aerei. C’è chi ha detto: questo non è liberale. La sua opinione?

Una tassa può anche essere liberale se persegue obiettivi economici e sociali. Nel caso di questa tassa la mia opinione non è allineata a quella del partito nazionale.

Una questione spinosa: il referendum contro la legge sul Co2 (in atto). Ci sono dei liberali disposti a firmarlo? Qual è a suo giudizio la critica fondamentale che si può muovere alla legge?

Credo di avere risposto sopra.

Dato (e non concesso) che la Svizzera sotto la pressione dell’Unione europea si trovi alla fine costretta a firmare l’Accordo quadro, su quali punti irrinunciabili non dovrà cedere?

Questo accordo quadro non andrà a buon fine. Recepire in modo dinamico il diritto dell’Unione Europea è a mio avviso la ragione principale per cui questo accordo non potrà trovare il consenso della nostra popolazione.

Tre domande finali
Per la presidenza lei è in competizione con una donna (ma non solo). Il PLR ha avuto due donne in Consiglio di Stato. Mi dica qualcosa dell’una e dell’altra.

Personalità serie e impegnate, ognuna ha avuto e sicuramente ha, a cuore i destini del nostro Paese.

Se fosse eletto presidente, sarebbe disposto a intervenire prestando i suoi buoni uffici per attenuare i contrasti che da qualche anno travagliano la sezione luganese?

Il presidente cantonale deve contribuire in tutte le sezioni a favorire la coesione e il consenso. Le competenze restano beninteso delle sezioni e dunque il possibile intervento deve avvenire in generale con rispetto e attenzione. Comunque se fossi presidente volgerei il mio sguardo con attenzione e spirito costruttivo verso la sezione della città.

Ultimissima ed obbligata. Ci dica come – con quali ansie, con quali certezze, con quali speranze – lei ha vissuto (e sta vivendo) la Pandemia.

Con i sentimenti di ogni cittadino, di responsabilità individuale, di attenzione. La speranza è che lo spirito di solidarietà che ci ha tutti accomunati non resti solo un ricordo e che ci accompagni sempre anche una volta superata l’emergenza sanitaria.

Esclusiva di Ticinolive