A fronte di una diminuzione delle quotazioni dell’euro di più del 30% sarebbe logico pensare che i minori costi all’importazione siano trasferiti sui prezzi di vendita dei manufatti importati e ai consumatori elvetici. Purtroppo non è così. L’indice dei prezzi dei prodotti importati o non è diminuito o se lo è di pochissimo: 1,2% luglio 2011.

L’indice nazionale dei prezzi al consumo calcolato dall’Ufficio federale di statistica (UST) per il mese di luglio 2011 ha segnato una flessione minima dello 0,8%
Le località italiane al confine con il Ticino, nel fine settimana sono prese d’assalto dai consumatori ticinesi, che in questo modo riescono ad approfittare in modo consistente della debolezza dell’euro. Ma l’economia locale ne risente e ne risente anche l’ambiente per l’aumento del traffico veicolare ai valichi di confine.

Sulla scorta di questi dati i sottoscritti deputati chiedono al Consiglio di Stato:
1. Come intende intervenire per proporre soluzioni valide ai problemi che pone l’apprezzamento del franco nei confronti dell’euro?
2. Quali iniziative intende promuovere nei confronti del Consiglio federale?.
3. Ritiene il Consiglio di Stato che debba essere appoggiata la proposta formulata dalle associazioni svizzere dei consumatori intesa a chiedere l’intervento della Commissione federale della concorrenza, affinché verifichi che non ci siano accordi fra gli importatori ?
4. Ritiene il Consiglio di Stato che debba essere appoggiata la proposta formulata da più parti tesa ad estendere il potere di indagine e di intervento della Commissione federale della concorrenza in modo che possa agire immediatamente e con autorità sui prezzi dei beni importati facendo beneficiare i consumatori finali della forza del franco sul mercato dei cambi?.

Per il gruppo dei Verdi in GC
Michela Delcò Petralli