In una lettera aperta, disponibile sul sito del Cantone, il Consigliere di Stato Manuele Bertoli – responsabile del Dipartimento educazione, cultura e sport – scrive a Giuliano Bignasca. Riportiamo qui di seguito alcuni passaggi della lettera.

Signor editore
Sul Mattino della domenica del 23 ottobre, proseguendo con una triste prassi ormai in uso da anni, è stato preso di mira un collaboratore della Divisione della formazione professionale per questioni inerenti alla sua funzione.
Non voglio qui entrare nel merito dei contenuti dell’articolo, ma le chiedo, come direttore del Dipartimento dal quale dipende questo collaboratore, qualora avesse appunti o critiche sul funzionamento di nostre unità, di rivolgere le sue critiche al sottoscritto, lasciando in santa pace chi fa il proprio lavoro.
… Il giochetto di prendere di mira i funzionari è piuttosto meschino e non serve a far chiarezza politicamente sulle questioni poste a torto o a ragione. Ci sono altre strade un po’ più dignitose per chiedere conto di qualcosa che si ritiene non funzioni, per esempio gli atti parlamentari, o attraversi una lettera o un’email…
Per questo la invito a non persistere con questa modalità un po’ infantile e un po’ intimidatoria, che purtroppo avvalora la tesi di un Ticino un po’ mafioso e non del tutto raccomandabile.”