La necessità di sicurezza è certamente una delle questioni maggiormente sentite dalla popolazione anche nel nostro Cantone. Siamo tutti d’accordo nel ritenere che la sicurezza garantisce ai cittadini la libertà e favorisce la qualità del loro vivere quotidiano oltre a mantenere alta l’attrattività sociale ed economica del nostro Paese e quindi della crescita del nostro benessere.

Le possibili misure per ottemperare all’obiettivo di garantire sicurezza nel nostro cantone, vanno dall’aumento degli effettivi al miglioramento del coordinamento e della collaborazione tra le varie forze in campo, dalla valorizzare delle professioni legate alla sicurezza alla dotazione alle forze dell’ordine attive in Ticino dei più moderni ed efficienti strumenti di lavoro.
L’assistente di polizia ha il pregio di svolgere una funzione complementare rispetto all’attività del funzionario di polizia potendo svolgere taluni compiti (che devono essere precisati ma che possono essere, per esempio, direzione del traffico, comminatoria di semplici contravvenzioni ed altro ancora) e permettendo ai funzionario di polizia di concentrarsi su compiti a favore dell’ordine e della sicurezza pubblica.

Per queste ragioni, la nuova figura intermedia è soprattutto richiesta nelle città (a Lugano è stata accolta favorevolmente una mozione che va in tal senso), dove fungono d’appoggio all’attività operativa sul territorio degli agenti. L’assistente di polizia potrebbe dunque essere introdotto soprattutto nei corpi delle polizie dei comuni più grandi, assumendo, per esempio, la funzione oggi svolta dal poliziotto di quartiere, e diventando punto di riferimento importante per la popolazione e svolgendo in tal modo un interessante ruolo sociale in particolare nei quartieri delle città.
L’introduzione di questa nuova figura professionale necessita tuttavia una modifica legislativa a livello cantonale, non essendo oggi prevista dalla Legge sulla polizia, come pure una pianificazione della formazione necessaria per tale funzione.

Facendo uso delle facoltà previste dall’art. 101 della Legge sul Gran Consiglio e sui rapporti con il Consiglio di Stato il sottoscritto deputato chiede – nella forma della mozione – al Consiglio di Stato:
1. che il Cantone elabori, se del caso prendendo contatto con altri cantoni (a questo riguardo giova l’esempio dalla Loi sur la police neuchâteloise del 20 febbraio 2007 e del relativo regolamento), le opportune modifiche legislative e direttive destinate alle autorità cantonale e comunali per introdurre negli attuali corpi di polizia anche la figura di assistente;
2. che il Cantone pianifichi le misure necessarie sul piano della formazione e della riorganizzazione degli attuali corpi di polizia e dei loro compiti al fine d’inserire senza creare doppioni la figura di assistente di polizia;
3. che vengano incrementati e migliorati i rapporti di collaborazione tra il Cantone e i Comuni sul tema della sicurezza, prendendo tutte le opportune iniziative al riguardo.

A diverse riprese i responsabili dei corpi di polizia cantonale e comunali hanno dichiarato la necessità di aumentare il numero di agenti di polizia attivi sul nostro territorio e di adeguare la dotazione di mezzi e infrastrutture a loro disposizione. Nel contempo hanno pure rilevato la difficoltà a reperire personale interessato e idoneo ad assumere il ruolo di Agente di polizia.
In questo senso rientra la possibilità, già adottata da altri Cantoni, di dotarsi di una nuova figura professionale, ossia l’assistente di polizia, una figura professionale intermedia le cui mansioni e competenze professionali si situano tra quelle dell’agente e quelle dell’ausiliario di polizia, che permetterebbe di sopperire alla mancanza di agenti lamentata da tutti gli organici delle forze dell’ordine comunali e cantonale.

Per questa nuova figura professionale è necessaria una formazione di 4/6 mesi, abbreviata rispetto a quella dell’agente di polizia anche perché i compiti sono limitati.

Lorenzo Jelmini (PPD)