14 dicembre 2011: è stato eletto il nuovo Consiglio federale, tanto simile a quello precedente. I sei Consiglieri federali uscenti sono stati riconfermati e al posto di Micheline Calmy Rey, che ha lasciato il governo di sua volontà, è subentrato il socialista friborghese Alain Berset.

L’opinione di Lorenzo Quadri, Consigliere nazionale della Lega dei ticinesi
.

Francesco De Maria: Come ha passato l’ormai trascorsa “notte dei lunghi coltelli”?
Lorenzo Quadri: Tranquillamente a letto nella mia camera d’albergo: non è a mezzanotte meno cinque che si possono mettere a punto le strategie per le elezioni del Consiglio federale, le quali comunque sono di pertinenza della direzione del gruppo UDC e della presidenza di quel partito.

FDM: Una mattinata da molti vissuta in diretta. Che cosa si provava nella sala dell’Assemblea federale?
LQ: Dopo le dichiarazioni dei capigruppo prima delle elezioni, è stato definitivamente chiaro che i giochi erano fatti e che per l’UDC non ci sarebbe stato spazio per un secondo Consigliere federale. Dopo la riconferma di Eveline Widmer Schlumpf si sarebbe quasi potuto lasciare la sala, tanto l’esito del proseguo era scontato.

FDM: Lei leghista nel grande gruppo parlamentare UDC non ha avvertito una sensazione di impotenza?
LQ: Come leghista sono ampiamente abituato ad avere tutti contro nelle votazioni parlamentari. La cosa che mi ha dato più fastidio è il modo in cui, ancora una volta, il centrosinistra ha preso a pesci in faccia la volontà popolare.
Il più grande partito svizzero ha un solo rappresentante in Consiglio federale ed in questo consesso siede un partito come il PBD che non ha nemmeno lontanamente i numeri per giustificare una sua partecipazione all’esecutivo. Questo risultato per me è inaccettabile dal profilo democratico.

FDM: L’UDC è rimasta con il solo Maurer. Questo governo rappresenta la volontà politica del popolo svizzero?
LQ: No. E’ un governo di centrosinistra.

FDM: Dopo l’esito odierno all’UDC conviene lasciare il governo?
LQ: No, perché verrebbe accusata di non voler far fronte alle proprie responsabilità. Chi viene votato per sedere in un governo deve anche andarci. L’UDC deve ora fare opposizione alla maggioranza governativa di centrosinistra, sia dall’interno del Consiglio federale che in Parlamento e tramite il ricorso ai diritti popolari. Che spero si farà sempre più frequente.

FDM: L’UDC in circa 20 anni ha rubato una grossa fetta di voto ai partiti borghesi. A partire dal 2007 gli altri partiti, coalizzati, hanno trovato una dura contromisura – con mezzi più che discutibili – almeno per quanto concerne il governo.
LQ: E’ la dimostrazione che il Consiglio federale deve venire eletto direttamente dal popolo e non più tramite squallide trame di palazzo. La facoltà di eleggere il governo deve essere tolta all’Assemblea federale, dal momento che quest’ultima ha dimostrato di usarla per annullare, e non per concretizzare, i risultati elettorali.

FDM: Dopo il dicembre 2007 sembra che l’UDC non riesca a recuperare. Suggerisca una strategia ai vertici del partito.
LQ: Non sta a me suggerire strategie ai vertici di un partito di cui non faccio parte. Il suggerimento più ovvio quanto a strategie, è quello di non riciclare quella utilizzata oggi. L’UDC non può farsi alcuna illusione sulla volontà degli altri partiti di darle quello che le spetta a livello governativo. E’ un dato di fatto che l’UDC, pur restando il primo partito, alle ultime elezioni federali ha perso consensi. Si tratta ora di recuperarli, smarcandosi chiaramente da una maggioranza governativa di centrosinistra.

FDM: Per il vecchio leone Blocher e per la sua linea intransigente è suonata la campana a morto?
LQ: La campana a morto sarà suonata per l’UDC se questa si adagerà, per seguire l’ambizione personale di qualche presunto “rampante”, giovane o meno giovane che sia, sulle posizioni del centro, perdendo la propria identità.

FDM: Due leghisti nella frazione UDC del Consiglio nazionale. Quanto differisce un leghista da un democentrista?
LQ: Un leghista ticinese ha in prima linea il compito di difendere gli interessi del Ticino a Berna: un tema che per l’UDC, primo partito in Svizzera ma “debole” in Ticino, non è necessariamente prioritario. La politica sociale della Lega è diversa da quella dell’UDC. La Lega non è né di destra né di sinistra e non ha la fissazione dei conti pubblici in pareggio ad ogni costo: prima viene l’occupazione dei cittadini svizzeri (e sottolineo: svizzeri), il loro diritto ad un tenore di vita dignitoso e il rilancio dell’economia alfine di creare impieghi per gli svizzeri.
In materia di politica europea o degli stranieri la somiglianza tra Lega e Udc è invece evidente.

FDM: Ci presenti il nuovo consigliere federale socialista Alain Berset.
LQ: Non lo conosco abbastanza per poterlo presentare. Ha reputazione di essere un “teorico” e non ha esperienza di governo: due punti che considero negativi. Io comunque non l’ho votato.

Copyright Ticinolive 2011. In caso di riproduzione citare la fonte