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Lunedì 30 gennaio, al summit europeo di Bruxelles gli Stati dell’Unione europea – ad eccezione di Gran Bretagna e Repubblica Ceca – hanno adottato il patto per una maggiore disciplina di bilancio. Il trattato non va al di là delle leggi esistenti, criticano alcuni commentatori, mentre altri ritengono sia una minaccia per la ripresa economica.

Il summit europeo di lunedì a Bruxelles si è concluso, come i precedenti, con un nulla di concreto, scrive oggi il quotidiano spagnolo El País: “17 summit sono stati convocati dall’inizio della crisi finanziaria. Tutti organizzati per mettere fine alla crisi dell’euro, non sono riusciti nemmeno a risolvere i problemi della Grecia.
Ieri è stata nuovamente rinviata la decisione sull’alleggerimento del debito greco, il che non è la dimostrazione di una grande competenza. Il problema del finanziamento del debito di paesi come l’Italia, la Spagna o anche la Francia resta inoltre senza soluzione. Sino a quando il premio di rischio dei debiti pubblici rimane oltre i 300 punti, una ripresa economica e un risanamento di bilancio saranno praticamente impossibili.”

Come la Gran Bretagna, per il momento la Repubblica Ceca non parteciperà al patto sul bilancio dell’Unione europea. Il quotidiano ceco Lidové noviny, ritiene che il primo ministro Petr Nečas abbia fatto prova di coraggio ma con argomenti non pertinenti: “Nečas ha giustificato la sua decisione argomentando che i firmatari del patto esterni alla Zona euro non hanno la certezza di essere ammessi ai futuri summit dell’Unione monetaria.
Non è di questo che si trattava a Bruxelles. Si trattava di instaurare un’istanza centrale di controllo dei bilanci nazionali. Si trattava del primo di una serie di diversi summit che dovrebbero portare a un’Unione politica, come ha spiegato la Cancelliera tedesca Angela Merkel.
… Da mesi Nečas avanza argomenti conto il patto di bilancio. Se ieri l’avesse sostenuto si sarebbe trattato, per lui, di una resa. D’ora in poi deve avere il coraggio di perseverare nel suo atteggiamento senza però nascondersi dietro motivazioni non pertinenti.”