Si fanno sempre più numerose le voci secondo le quali l’Europa starebbe prendendo la giusta via per risolvere i problemi del debito. Come testimonia il forte calo dei tassi d’interesse in occasione delle recenti aggiudicazioni nella Zona euro.

I responsabili europei hanno proclamato la fine dei due anni di fase acuta della crisi del debito e la fine dei timori riguardo alla sopravvivenza della Zona euro. La Grecia ovviamente resterà ancora a lungo un problema da gestire.
Il presidente francese Sarkozy ha dichiarato che la Zona euro non è uscita dalla crisi economica ma sta voltando la pagina della crisi finanziaria che avrebbe potuto distruggere l’Unione monetaria e addirittura l’Unione europea.
Dichiarazioni condivise da Herman Van Rompuy, presidente dell’Unione europea, mentre il presidente della Commissione UE, José Manuel Barroso, ha parlato di un cambiamento di prospettive.

A lato dell’ottimismo delle autorità europee si dispiega però un’altra realtà. Un sondaggio pubblicato lunedì 5 marzo dalla società di dati Markit Economics mostra che a febbraio nella Zona euro l’attività delle imprese ha registrato un’ulteriore contrazione. Il che aumenta le probabilità di una recessione nel primo trimestre dell’anno.
La persistente debolezza in Italia e Spagna rischia di far registrare effetti sulla crescita in altri paesi della Zona euro che tradizionalmente dipendono dagli scambi interni.
Il peggioramento della situazione economica e sociale in Italia e Spagna potrebbe avere effetti limitativi anche in Germania, Francia e in altri paesi dell’Europa settentrionale.