L’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori italiani – applicato solamente alle aziende con più di 15 lavoratori (5 nelle aziende agricole) – implementa la cosiddetta tutela reale disciplinando il licenziamento illegittimo, effettuato senza comunicazione dei motivi, ingiustificato o discriminatorio, di un singolo lavoratore.

“La riforma voluta dal governo del premier Mario Monti – si legge sul quotidiano italiano La Repubblica – è una rivoluzione per i licenziamenti economici e disciplinari.
I primi non prevederanno mai la possibilità di reintegro, ma daranno vita a una procedura di conciliazione ed eventualmente un indennizzo economico.
I secondi daranno al giudice il compito di valutare la situazione e applicare il reintegro o l’indennizzo”.

La riforma del mercato italiano del lavoro è una tappa importante per vincere la crisi, scrive il quotidiano britannico Financial Times : “I primi beneficiari della riforma dovrebbero essere i lavoratori con contratti di lavoro temporanei, in quanto sono quelli meno protetti dai sindacati.
Se Mario Monti si fosse piegato al volere dei sindacati, la sua riforma avrebbe rischiato di non considerare gli interessi di questi lavoratori.
Certo, questa riforma è lungi dall’essere perfetta. Anche se Monti ha iniziato a mettere un freno all’abuso di contratti temporanei e ha incoraggiato le imprese ad assumere apprendisti, non è certo che le imprese agiscano in questa direzione.
Del resto, la riforma non tocca gli impiegati dell’inefficace settore pubblico italiano …
Ma i tassi dei titoli di Stato che vanno nuovamente oltre il 5% rischiano di rovinare la debole fiducia dei mercati. Quando sarà il momento di discutere la riforma di Monti, il Parlamento non dovrebbe mostrarsi troppo sicuro di sè.”