In questi ultimi mesi la Svizzera sta negoziando degli accordi internazionali in ambito fiscale, in particolare con Inghilterra, Germania e Austria, volti a concedere un’imposta liberatoria sui capitali non dichiarati depositati in Svizzera, in cambio del mantenimento del segreto bancario.
Si tratta dell’applicazione del cosiddetto modello Rubik, cui sembrano interessati anche altri paesi, in primo luogo la Grecia.

Purtroppo però tali accordi vanno in un’unica direzione, ovvero quella di far emergere capitali esteri non dichiarati depositati in Svizzera, mentre non accennano affatto a capitali svizzeri non dichiarati depositati nei paesi con cui si è raggiunto l’accordo.
È opinione dello scrivente che anche questi capitali possano costituire un’importante entrata mancata per le casse della Confederazione.

Chiedo pertanto al lodevole Consiglio federale:
Non ritiene che nella negoziazione di tali accordi fiscali vada inserita anche un’imposta liberatoria sui capitali svizzeri non dichiarati depositati in altri paesi in modo da garantire una vera reciprocità, ottenendo allo stesso tempo un’implicita ammissione di colpevolezza della controparte?

Pierre Rusconi
Consigliere nazionale UDC Ticino