Il PPD ticinese ha preso atto con soddisfazione degli sviluppi odierni inerenti i rapporti tra Svizzera e Italia. Il ritorno al tavolo delle trattative è molto importante e rappresenta un’opportunità per entrambi i Paesi e per il Ticino.

La decisione del mese di luglio 2011 del Governo ticinese di bloccare la metà del ristorno delle imposte dei frontalieri si è dunque rivelata un’azione coraggiosa ed efficace e questo nonostante i commenti critici e talvolta ironici da parte di alcune forze politiche e di alcuni commentatori.
Il PPD si rallegra inoltre del fatto che le trattative sono già state agendate e che vi è l’intenzione di trovare adeguate soluzioni in tempi rapidi.
I rapporti tra Svizzera e Italia – storicamente buoni, produttivi e capaci di creare un interscambio utile per entrambe le parti – dovranno tornare quanto prima sereni e costruttivi. In questo senso, i segnali che giungono da Berna e da Roma sono positivi.

Alla luce di questi sviluppi, lo sblocco dei ristorni si giustifica e consente alla Svizzera di avviare i lavori con un approccio orientato alla ricerca di soluzioni favorevoli negli importanti dossier aperti (doppia imposizione, imposizione dei frontalieri, black list, ecc.).
Il PPD ticinese auspica che si proceda in tempi rapidi a togliere la Svizzera – e le sue aziende attive in Ticino – dalle famigerate black list. Un dialogo orientato a nuovi accordi presuppone infatti rispetto tra le parti.

Per il PPD restano inoltre prioritari e fondamentali:
– la partecipazione attiva di un rappresentate del Canton Ticino nella delegazione svizzera che si occuperà delle trattative e
– la revisione dell’accordo del 1974 sull’imposizione dei frontalieri con l’obiettivo di adeguare l’aliquota del 38,8% alle mutate circostanze. Le risorse finanziarie legate a questo accordo sono molto importanti per lo sviluppo futuro della zona di confine con l’Italia, soprattutto nell’ambito della mobilità.