Il popolo svizzero non si pronuncerà il 25 novembre sugli accordi fiscali con Germania, Austria e Gran Bretagna. I referendum non sono andati a buon fine, le 50’000 firme necessarie non sono state raccolte.

La notizia, comunicata martedì dalla Cancelleria federale, è una sconfitta per l’ASNI, l’Azione per una Svizzera indipendente e neutrale, per la Gioventù socialista e per i Giovani UDC, che si erano lanciati nella battaglia del referendum contro gli accordi fiscali. Non sono riusciti a raccogliere entro la mezzanotte di giovedì scorso le firma necessarie.

I comitati hanno depositato 48’533 firme contro il trattato fiscale con Berlino, 47’554 firme contro il trattato fiscale con Londra e 46’848 firme contro il trattato fiscale con Vienna.
Le cifre sono state comunicate da Corina Casanova, Cancelliera federale.

In un comunicato, l’ASNI ha deplorato il fatto che le firme hanno dovuto essere raccolte durante le vacanze estive.
Inoltre, circa 14’700 firme sarebbero rimaste bloccate nei diversi comuni (4’974 pour la Germania, 4’722 per la Gran Bretagna e 5’033 per l’Austria).
Ulteriori difficoltà sono state causate dalla mancanza di organizzazione tra le diverse organizzazioni : “Ognuno lavorava per conto suo – ha dichiarato Erich Hess, presidente dei Giovani UDC – non si sapeva a che punto erano gli altri.”

Formalmente sarebbe possibile fare ricorso. Le decisioni della Cancelleria federale saranno trasmesse ai comitati, che avranno almeno una settimana di tempo per chiedere di essere convocati.
Dopo la pubblicazione nel Foglio federale, vi sarà un mese di tempo per fare ricorso al Tribunale federale.
I giovani socialisti aspettano di ricevere le decisioni della Cancelleria e poi decideranno il da farsi. I Giovani UDC non faranno ricorso. La loro speranza è che la Germania respinga l’accordo fiscale con la Svizzera.

(Fonte : Le Matin.ch)