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Due giorni dopo l’annuncio che non si ricandiderà ala guida del governo, Silvio Berlusconi è ancora al centro della cronaca italiana : è stato condannato a 4 anni di carcere per frode fiscale, nel processo su presunte irregolarità nella compravendita dei diritti tv da parte del gruppo Mediaset.

La Procura di Milano lo ha inoltre condannato all’interdizione per tre anni dai pubblici uffici. L’ex presidente del Consiglio dovrà anche risarcire 10 milioni di euro all’Agenzia delle entrate, in solido insieme agli altri condannati tra cui il produttore statunitense Frank Agrama.

Al centro del procedimento c’è l’acquisto dei diritti televisivi e cinematografici dalle case di produzione statunitensi per 470 milioni di euro, effettuato tra il 1994 e il 1999 da Fininvest attraverso due società off-shore e tramite altri intermediari-distributori tra cui Agrama, definito il socio occulto di Berlusconi.
Secondo la ricostruzione dei magistrati, il sistema avrebbe permesso a Mediaset, a cui i diritti sono poi stati ceduti, di “gonfiare” i costi permettendo di creare fondi neri e di aggirare il fisco italiano.
Le accuse a vario titolo sono frode fiscale (quasi 14 milioni per il 2001, 2002 e 2003, mentre il reato relativo al 2000 è caduto in prescrizione) e riciclaggio.