Malgrado nel 2008 sia stata salvata dall’intervento del Consiglio federale, UBS non è obbligata a mantenere tutti i suoi collaboratori. E’ l’opinione del presidente del PPD svizzero Christophe Darbellay.

“Nel 2008 abbiamo salvato UBS. Lo avevamo fatto non tanto per la banca stessa quanto per proteggere le migliaia di risparmiatori e le aziende svizzere che lavoravano con UBS – commenta Darbellay.
Il presidente del PPD svizzero, che attualmente guida la Commissione dell’economia del Consiglio nazionale, non evidenzia la specifica responsabilità di UBS a seguito del salvataggio da parte della Confederazione nel 2008, contrariamente a quanto fa la sinistra e in particolare il presidente del PS svizzero Christian Levrat.

Christophe Darbellay desidera che la ristrutturazione di UBS avvenga con il minor danno per il personale, ma vuole essere chiaro : “Non abbiamo mai rimpianto il salvataggio e abbiamo sempre detto che UBS deve andare avanti sulle sue gambe al più presto. La banca ha dunque fatto quel che doveva per diventare una banca sana, proficua e duratura.
Non si può imporre a un’azienda privata di mantenere del personale contro la logica del mercato.”

Darbellay spera che la soppressione di 10’000 posti di lavoro annunciata da UBS, di cui 2’500 in Svizzera (circa 1’600 a Zurigo) avvenga per quanto possibile attraverso la fluttuazione del personale.

(Fonte : Le Matin.ch)