Ciao M13, hai vinto alcune battaglie, ma hai perso la guerra, non per ingenuità.

Purtroppo l’uomo ha costruito la propria esistenza e la convivenza con altre forme di vita pensando a se stesso. Nessuno ha voluto capirti e ascoltarti. Hai terminato il tuo periodo di letargo – come Madre Natura vuole – e sei andato alla ricerca di cibo.

Purtroppo, come plantigrado, non rispettavi le regole dettate dal Galateo; ti comportavi da orso. La tua scomparsa mi ha commosso; ti hanno ucciso delle bestie, che potevano sicuramente aiutarti altrimenti.

Hai valicato erroneamente un confine politico che non ha mai tollerato la tua presenza; eri associato al terrore dettato dalle tue dimensioni, ma nessuno ha mai apprezzato le tue doti, quali la simpatia, l’eccezione di poter ammirare un orso in un ambiente naturale e non tra le gabbie di uno zoo.

Sei stato maldestro e mi dispiace per ciò che hai causato agli esseri umani (malgrado tutto, anche gli umanoidi soffrono e bisogna rispettare e considerare tali sentimenti); sappi che – magra consolazione – il tuo ricordo resterà nella storia.

Si paventava l’ipotesi di un tuo ritorno alle origini, ingabbiato per il trasporto, ma poi libero di correre nei boschi e seguire il tuo destino di orso; magari creandoti una famiglia.
Ora potrai correre nei pascoli del cielo. Ciao M13, hai lasciato tracce indelebili.

Paolo Stecchi
Giubiasco