soldatiIl 20 luglio 2015 ricorreva il 15esimo anniversario della scomparsa prematura, ma non inaspettata, per i noti gravi problemi cardiaci, di Giuseppe Buffi. Uno dei rari politici ticinesi, ma potrei dire anche mondiali, che in vita sono riusciti a guadagnarsi la stima, l’ammirazione e financo l’affetto dei loro concittadini. La mia stima e la mia simpatia Giuseppe Buffi se le era guadagnate partendo da un dissenso quasi totale, grazie alla capacità di indipendenza e il calore umano dimostrati già in GC e ancora più in Governo. Ricordo con particolare piacere la sua sorpresa quando, venuto in Commissione della Gestione a presentare il suo progetto di Università, gli assicurai il pieno appoggio UDC, modestissimo, vista la dimensione del partito, ma convinto. Buffi era sicuro che saremmo stati nei ranghi degli oppositori (rivelatisi poi praticamente inesistenti) dopo la decisa opposizione da noi messa in atto contro il “carrozzone” di aggiornamento permanente della burocrazia cantonale ideato da Carlo Speziali.

ghiacciai_senales_altoadigeIn gita sul ghiacciaio   Stessa data: un filmato straordinario alla TV cantonticinese. Un gruppo di volenterosi accompagna ad una visita su un ghiacciaio a 3000 m più di un centinaio di detenuti del carcere di Witzwil (Canton Berna), tutti assassini o criminali sessuali tra i 20 e i 40 anni (ho visto la trasmissione con un tale disgusto da non potere garantire l’esattezza delle cifre riportate). Accompagnati e sorvegliati da alcune dozzine di funzionari, il cui capo ci ha tutti tranquillizzati facendo notare che evadere su un ghiacciaio a 3000 m sul livello del mare è molto più difficile che evadere dal carcere in cui sono ospiti graditi gli improvvisati alpinisti. Alcuni di loro, ci fa notare con evidente soddisfazione lo stesso personaggio a capo dell’impresa, non avevano mai visto la neve. Cosa credibilissima visto che, stando ad informazioni attinte dal preposto Dipartimento, quello della Simonetta che tanto ecc. ecc., nelle carceri svizzere attualmente non soggiornano assassini provenienti dall’Antartide e neppure dalle Spitzbergen. Qualche detenuto, visibilmente malandato, viene faticosamente trasportato o trascinato in barella sul ghiacciaio, che notoriamente non è il terreno più adatto e facile per simili incombenze. Il capo della spedizione, se così possiamo chiamarla, per essere all’altezza del gravoso compito si è allenato a partire dal mese di febbraio. Ha anche convocato agli allenamenti 35 detenuti volontari, l’esame finale di idoneità lo hanno superato solo in 16, gli altri 19 “allenandi” (ripeto, uomini in buona salute e ben nutriti tra i 20 e i 40 anni) si sono via via arresi all’improba fatica.

Alla fine sono ritornati tutti sani e salvi, i funzionari carcerarii alle loro famiglie, i poveri detenuti alle loro miserie. Sarò quel che sono, ma non posso impedirmi di pensare che il grande capo della spedizione e i suoi aiutanti, carcerati o no, avrebbero fatto meglio a trasportare sul ghiacciaio, portandole sulle loro spalle, le casse da morto con le vittime degli assassini, quelli che hanno visto la neve per la prima volta compresi. Il buonismo imperante nei riguardi dei criminali e l’indifferenza alla sorte delle vittime innocenti che lo accompagna mi disgusta e mi schifa.

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Il più crudele   L’Homo sapiens, di gran lunga l’animale più pericoloso che esista sulla terra, un animale che tanto sapiens non è, sta occupando tutti gli spazi che la natura aveva riservato ad altri esseri viventi, togliendo loro ogni possibilità di sopravvivenza. E`ben vero che anche i dinosauri sono scomparsi, milioni, centinaia di milioni di anni prima che Lucy, la mia simpatica arcitrisnonnina alta 90 cm, della nobile famiglia dell’”Australopithecus afarensis” (mi faccio vanto di questa discendenza, Lucy sta in cima al mio albo genealogico, purtroppo tra lei e me c’è il vuoto anagrafico, di tipo siderale, “hic sunt leones”, con le conoscenze concrete arrivo a malapena al bisnonno paterno, anno di nascita 1816, il bisnonno materno non so chi sia stato. Ho sempre provato invidia per il mio collega di professione e di presidenza onoraria UDC, Dott. Alessandro von Wyttenbach, che ha un albo genealogico lungo un chilometro) prima che Lucy, stavo dicendo, facesse la sua comparsa sulla terra. E anche quando a rappresentarci sul pianeta erano le nobili famiglie dei “Neanderthal” e dei “Cro Magnon” (a loro volta famiglie estinte, solo la regina d’Inghilterra li ha nell’albo), di specie vegetali o animali ne sono scomparse a migliaia. Ma resta il fatto che al giorno d’oggi, sia colpa di riscaldamento della terra, buco dell’ozono, piogge acide, morìa degli alberi, bostrico e tutto quello che i verdi-anguria sapranno inventare dopo l’uscita dall’atomo, gli esseri viventi che non siano “sapiens sapiens” sono esposti a difficoltà insormontabili.

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“Vi dico come la penso” (e noi ti ringraziamo per la tua sincerità, sei meglio di tanti ipocriti)   Sul CdT Giorgio Fonio, sindacalista OCST, giovane granconsigliere PPD e già candidato al Governo, richiesto di indicare quale sia il partito che sceglierebbe se fosse necessario eliminarne uno, risponde senza incertezze indicando “La Destra”. Un parere più che legittimo, sensato(?) e rispettabilissimo. Tanto quanto il mio, che è questo: il declino pauroso del PPD, sul piano cantonale come su quello nazionale, al punto di aver reso automatica l’iscrizione del partito sulla lista rossa del WWF, è dovuto alla presenza di troppe persone che preferiscono di gran lunga il partito comunista o il MPS alla “Destra”, dove stanno quasi tutti i conservatori, giovani o vecchi, che hanno abbandonato il PPD. Persone che tra Christoph Blocher e EWS non esitano a scegliere la Giuda in gonnella. Storicamente parlando il PPD, con i troppi personaggi con strabismo sinistrorso, è stato l’humus che ha permesso a suo tempo la crescita del PSA, e cito solo due nomi per farmi capire: John Noseda e Tita Carloni, tutti e due rampolli ribelli (crisi pubertaria?) di famiglie con consolidate tradizioni conservatrici. La svolta pipidina a sinistra non bastava, secondo i loro criteri, per cambiare il mondo.

[La dichiarazione del signor Fonio, non particolarmente intelligente ma significativa, è più illuminante di tante commedie e “vie di Damasco” agostane. Conversavo recentemente con un esponente PPD di rango relativamente elevato – un’ottima persona, mite, affabile e ragionevole (ma alla quale non darei mai un voto) – che mi diceva: “Vedi, negli stati moderni un partito democristiano è difficile che possa aspirare a più del 10 per cento”. Anghela costituisce, per il momento, una notevole eccezione; ndR]

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Ducry non lo legge   Vaclav Klaus, presidente della Repubblica ceca dal 2003 al 2013, un uomo che il suo tributo alla lotta di liberazione dalla dittatura comunista ha dovuto pagarlo, in un articolo “L’enjeu c’est notre liberté”, su “Le Temps” (quotidiano romando) dell’aprile 2014, scrive: “Numerosi liberali (euroforici) europei preconizzano, in maniera sconsiderata, l’indebolimento degli Stati europei, ciò che è, nelle sue conseguenze, un processo del tutto antiliberale. Spostare le competenze degli Stati al livello europeo non significa, come auspicato dal liberalismo, indebolire lo Stato in quanto istituzione, ma rafforzare un Superstato meno democratico, l’UE. In Europa la libertà non viene dunque incoraggiata, ma ostacolata”.

Purtroppo i Didier Burkhalter e consoci, per non parlare del simpatico Jacques Ducry, Vaclav Klaus non lo leggono e ancor meno lo ascoltano.

Gianfranco Soldati

Nota. Stamani, sentendomi in forma, ho messo una fila di sottotitoli [Red]