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Il Festival ha ormai superato il giro di boa. Vogliamo fare il punto? Quali sono i tuoi sentimenti?

Arminio Sciolli  Di soddisfazione. Avverto un senso di grande positività.

Conosco abbastanza bene Arminio e lo conosco come persona di norma assai critica… Dunque un po’ mi stupisco.

Veramente?

AS  Non lo vedi? La città è affollata, desiderosa di cinema e di cultura, gli alberghi sono pieni da scoppiare, i commercianti finalmente sorridono, la banconota da 20 franchi con la Piazza Grande, lo Swatch commemorativo venduto sino all’ultimo pezzo…

Fammi una dichiarazione ufficiale.

AS  Durante le due settimane del Festival Locarno diventa la capitale culturale della Svizzera.

Perbacco. Come sono i tuoi rapporti (tuoi, del Rivellino, di tuo fratello Paolo, ecc.) con la dirigenza del Festival?

AS  Quest’anno, particolarmente buoni.

In passato non c’era stata qualche polemica?

AS  Sì certo, ma era quasi fatale. Loro rappresentano la cultura ufficiale, con tutto il peso e il potere che compete alla cultura ufficiale. Noi siamo… come dire… alternativi, abbiamo uno stile più fantasioso (e mezzi infinitamente più limitati). Ma di cose belle ne facciamo anche noi!

Visto che siamo in un clima di idillio, debbo dedurne… che il Rivellino ha ottenuto un suo (pur piccolo) spazio in seno al Festival?

AS  Per ora no, purtroppo.

Ma succederà?

AS  Io ci credo!

Che cosa pensi del presidente Solari?

AS  È prima di tutto un grande manager. Ha saputo sviluppare e potenziare il Festival, è stato abile nel reperire sempre nuovi finanziamenti. E come sa “gestire” i politici! Per questo ha un vero talento. [Potrebbe quasi candidarsi al Consiglio federale, sarebbe meglio di parecchi altri…, ndR]

Come ti è venuta questa idea dei ritratti dei VIP – appartenenti al Festival o gravitanti attorno ad esso – affidati al pennello del famoso ritrattista cinese maestro Tong Yanrunan?

AS  Parlando con Giancarlo Ermotti, grande esperto di arte cinese (soprattutto della Scuola di Shanghai) e cugino del celeberrimo Sergio. Mi è subito parsa una mossa indovinata ed astuta, per stabilire un legame tra il Rivellino e il Festival.

Quanti ritratti sono già stati eseguiti?

AS  (Si guarda attorno) Parecchie decine. Il Maestro è un gran lavoratore.

I ritratti sono appesi alle pareti.

I modelli sono realmente dei VIP ?

AS  Senza alcun dubbio. Però alcuni sono… ehm… dei semi-VIP.

Io ad esempio sono uno zero-VIP… ma il ritratto l’ho avuto lo stesso!

AS  Tu sei un caso particolare.

Quando partirà il Maestro Tong?

AS  Giovedì mattina.

Tong in realtà si aggira per il locale. Sta ritraendo Claude Ruey, presidente di “Les visions du réel” (nella stanza accanto) ma ha fatto un break. Sorseggia un the pregiatissimo prodotto nella Cina sud-occidentale. Accanto a lui c’è sua madre, la signora Zhou, una donna minuta, tranquilla e silenziosa. Il giovane Bo, che ha studiato architettura in Sardegna, funge da interprete, il nostro cinese “mandarino” non essendo ancora sufficientemente perfezionato.

Maestro, da quale città proviene?

Tong  Dalla città di Hangzhou.

È grande?

Tong  È la quarta città della Cina, 9 milioni di abitanti, 21,5 l’agglomerato.

Quanti anni ha?

Tong  42.

Da quanto tempo dipinge?

Tong  Da sempre, diciamo dall’età di quattro anni.

Ha anche delle attività collaterali?

Tong  Sono stato professore all’Accademia, per molti anni.

L’arte è libera in Cina?

Tong  Certamente.

I suoi rapporti con l’autorità sono buoni?

Tong  Eccellenti. Non ho problemi.

Lei guadagna molto?

Tong  Ho un guadagno adeguato alla mia fama.

Potrei farmi un’idea?

Tong  La quotazione minima di un mio quadro si situa attorno ai 200.000 Yuan.

Lei dipinge solo ritratti?

Tong  No, però quella è la mia specialità.

Perché si ferma, talvolta anche per un minuto, e guarda fisso il soggetto, senza dare un solo colpo di pennello?

Tong  Perché devo leggergli l’anima. La leggo sul suo volto.

Ultima domanda (mi lancio). Che cosa pensa di Mao Tse Tung?

Mi guarda stupito. Poi fa un cenno ammirativo con la mano, come dire: era un grande! Sorride.

Tong  Siamo nati entrambi il 26 dicembre. Non è straordinario?

Il Maestro Tong parte giovedì mattina, con sua madre la signora Zhou. Non dimenticherò queste giornate fantastiche, nel cuore del magico Rivellino. Magico anche per la sua aria condizionata, fuori regnava un caldo bestiale.

Esclusiva di Ticinolive