Questa intervista nasce da un incontro avvenuto sul web e dalla minacciosa “manif” che avrà luogo domani in piazza della Foca. Cercavo un uomo che riassumesse in sé tutta la cattiveria  espressa contro il Beltra e ho trovato il criminologo*** Michel Venturelli. Lo ringrazio per la sua cortese disponibilità. Questo testo ha dunque ai miei occhi la funzione di un riassunto.

L’intervista è stata realizzata in tempi rapidi e in forma scritta, senza consultazione. Le mie domande e le sue risposte, tali e quali.

Francesco e Michel hanno opinioni opposte. Francesco pensa che il ministro Beltraminelli, pur soggetto a un incessante e spietato bombardamento, non debba dimettersi. Riconosca le sue responsabilità, le delimiti senza lasciare che vengano dilatate oltre misura, stringa i denti e tenga duro.

Nella società moderna (non so in quella antica) i media sono un potere temibile. Spesso vengono dipinti come “i cani da guardia della democrazia” o con altre colorite metafore. La mia personale opinione è molto meno poetica. Io direi: i media sono una forza che si può usare.

Un’intervista di Francesco De Maria.

*** www.criminologiaonline.com

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Francesco De Maria  Lei è tra i promotori della manifestazione di protesta “T’aspetto fuori!” prevista per domani a Bellinzona. Vuole dirci come si svolgerà e quale scopo vi ripromettete?

Michel Venturelli  L’obiettivo è di portare in piazza quei cittadini dotati di un minimo di senso civico che pensano che gli incaricati del buon funzionamenti di uno o più settori dell’apparato statale abbiano delle responsabilità. Siamo dei cittadini che sperano in un’assunzione di reponsabilità da parte di chi nella vicenda Argo ne ha di oggettive e ci aspettiamo che a quest’assunzione di responsabilità seguano dei provvedimenti rapidi ed efficaci a tutele dal buon funzionamento delle istituzioni.

Le dico la mia opinione. Nell’Argo 1 si sono verificate irregolarità amministrative, accertate, ammesse e deplorate. Queste sono state poi ripetute all’infinito in una campagna mediatica quasi senza precedenti. Di tanto in tanto emergevano nuovi piccoli “scoop” ai quali veniva attribuito un peso esorbitante. A mio avviso tutto questo non può bastare a pretendere le dimissioni del ministro Beltraminelli. Ha facoltà di replicare.

MV  Ma lei si rende conto di quello che ha fatto Renato Bernasconi nel bel mezzo della bufera? Chi non vede una profonda inettitudine in un agire del genere è in malafede o è PPD (gli amici del ppd che mi conoscono sapranno perdonarmi). Pensare che Bernasconi, Scheurer e Beltraminelli siano ancora lì mi indigna profondamente. Mi indigna profondamente perché, come Renato Bernasconi ha ampiamente dimostrato, sono lì a spese nostre e sono ancora in grado di fare grossi danni. E questo non dovrebbe accadere.

Negli attacchi al capo del DSS si pongono in grande evidenza esponenti della sinistra e dell’estrema sinistra: penso a Pronzini, Mordasini, Collura, … Questi stanno svolgendo un signor lavoro, operando principalmente sulla psicologia del pubblico ed attizzando senza posa l’isteria. Ma io sospetto che altre forze, più sostanziali e meno visibili, lascino fare, aspettando il momento propizio…

MV  Personalmente non mi riconosco sotto nessuna bandiera, non rappresento nessuna forza oscura e non ho intenzione di farmi mettere in un classificatore. Il mio è un appello al buon senso.

Gas Social, che io leggo sempre con interesse, scrive con disprezzo di “media asserviti”. Ma quali sono e, soprattutto, quanti sono? Tra i “non asserviti” metterei Falò, la Regione, il Caffè e il Mattino. Dopo di che…

MV  … in questo caso ci metterei il CdT. Se poi ampliamo il discorso anche ad altri casi e analizziamo le varie prese di posizione ci accorgiamo che di asservito non c’è solo il Corriere. Sono stato giornalista per oltre due lustri e so perfettamente come funzionano queste cose. Purtroppo è un fatto generalizzato che gli intoccabili cambino in funzione delle testate.

Lei trova scandaloso che il ministro, bersagliato con veemenza da ogni parte, cerchi una difesa e un eventuale contrattacco nel principale quotidiano cantonale? Il direttor Pontiggia ha commesso una scorrettezza? Molti suoi colleghi, organizzati, si sono stracciate platealmente le vesti, puntando il dito contro di lui.

MV  Non sta a me giudicare il comportamento di Pontiggia, lo hanno già giudicato persone più competenti di me. Resta il fatto che Pontiggia, come me, ha firmato la carta dei diritti e dei doveri del giornalista dove sta scritto chiaramente cosa un buon giornalista è autorizzato e non autorizzato a fare. La coscienza è la sua. Veda un po’ lui se quello che ha fatto è deontologicamente accettabile oppure no.

Sul caso Argo 1 il “popolo degli incazzati del blog” si è scatenato, versando tonnellate di rabbia e di inetta frustrazione. Uno scoppia perché ha perso il lavoro, perché il figlio è stato bocciato in prima liceo o perché la moglie gli fa le corna. Con ogni rispetto per questi drammi umani, le confesso che talvolta vengo colto da un senso di nausea. Beltraminelli è stato, ed è (anche) vittima sacrificale dei social?

MV  La rete non è diversa dalla società civile e ci trovi anche quelli che aderiscono a no billag perché il colore della cravatta di Michele Galfetti non piace. Questo però non significa che tutti quelli che si esprimono in rete non vedano al di là del proprio naso. Resta il fatto che la rete è un ottimo collante che permette a gente che si conosce e riconosce nel mondo virtuale di intraprendere delle iniziative che poi rimbalzano nel mondo reale, come nel nostro caso.

Beltraminelli aveva il diritto di esaminare la personalità e l’attendibilità del suo “grande accusatore” Morini? Ha commesso un abuso? La sua iniziativa si è ritorta contro di lui?

MV  Beltraminelli si è comportato da inetto soprattutto se consideriamo che la sua “inchiesta” ha permesso a un suo alto funzionario di far licenziare un lavoratore che si è limitato ad esercitare un diritto che in realtà sarebbe un dovere. Viviamo in un mondo sempre più omertoso e sempre più cittadini hanno paura di denunciare dei reati perché temono ritorsioni… secondo lei è utile che i cittadini comincino a temere il governo per questa ragione? Questo contribuisce ad alimentare una cultura mafiosa che non voglio nel paese In cui vivo. Sarebbe quindi opportuno che Super norman si tolga la calzamaglia e torni tra noi a darci il buon esempio, invece di esercitarsi in splendidi esercizi di sterile retorica. Che si assuma le responsabilità che gli competono e che ne tragga le dovute conclusioni. Le stesse che trarrebbe un datore di lavoro privato se un suo impiegato minasse per un motivo non ben definito il valore della ditta  demolendogli l’immagine. Il DSS attuale è titolo che su qualsiasi mercato borsistico, dopo il caso Argo, sarebbe sull’orlo del fallimento. Dei rapidi cambiamenti s’impongono. E’ un problema di credibilità.

Un personaggio chiave della vicenda, di cui si parla troppo poco, è indubbiamente Marco Sansonetti, il factotum della Argo 1. Lei lo conosce personalmente? Come lo giudica? Ha detto tutto o custodisce segreti?

MV  Non conosco Sansonetti, ma conosco bene il mondo della sicurezza visto che sono criminologo e titolare di un’agenzia investigativa (www.irx.ch). Quindi non so se ha ottenuto il mandato ricattando, corrompendo, millantando conoscenze che non aveva o se, più semplicemente, si è trovato di fronte a degli inetti. Bisognerebbe chiedere a lui.

Il PPD versa in gravi difficoltà, perché oltre all’implicazione diretta del suo consigliere di Stato, vede marginalmente coinvolto anche il presidente del partito. Una domanda politica: come valuta questo inizio di presidenza Dadò?

MV  La mia impressione è che Dadò in questa faccenda sia stato tirato dentro per i capelli (!!, ndR). Due cene per due per 150€ equivalgono a quattro pizze, due litri d’acqua minerale (un po’ di buon vino, che diamine, ndR) e un paio di caffè. Lei, nella posizione di Dadò, farebbe un favore a Sansonetti per questo? Non sta in piedi. Sarà anche antipatico, ma Fiorenzo Dadò non è un deficiente.

I maligni (il mondo ne è pieno) sussurrano che l’accanimento della Sinistra viene dal fatto che essa mal sopporta la “sottrazione del DSS”, per essa fonte di business estremamente lucrativo. Sindacati e coop rosse contro le azzurre?

MV  E anche se fosse? Non mi risulta che dalle gestioni precedenti siano nate robe come il caso Argo. Visto che, come dice lei, quel dipartimento vale un sacco di soldi sarebbe opportuno gestirli al meglio. E non credo che, ad esempio, rimborsare 200 chilometri al giorno alle ditte di catering per portare il pranzo ai rifugiati rientri in una gestione oculata della cosa pubblica.

Mentre la Regione con il suo direttore Caratti punta direttamente alla caduta di Beltraminelli, il PLR di Caprara ha assunto una posizione moderata e moderatrice. Può dipendere dal fatto che alcuni alti funzionari a vario titolo coinvolti nel caso sono “targati” PLR?

MV  Può darsi. Non sono nella testa di Caprara e neppure in quella di Caratti. E’ però vero che se a pensar male si commette peccato raramente ci si sbaglia.

Permette un’osservazione critica? Nei vostri proclami – voi di “T’aspetto fuori!” – accostate a Beltraminelli anche Vitta e Gobbi. A mio avviso un errore tattico. Perché, se allargate troppo il bersaglio, non otterrete alcun risultato.

MV  Non stiamo giocando a battaglia navale e la tattica non è considerata. C’è solo buona fede e stanchezza; stanchezza di assistere a uno spettacolo indegno e con tanta voglia di tornare alla normalità. Semplicemente, senza esercizi di dietrologia, credo che del caso Argo non sia responsabile solo Beltraminelli. Se Gobbi e Vitta avessero fatto il loro lavoro il mal andazzo sarebbe stato bloccato subito e non ci sarebbero voluti tre anni. Di conseguenza ritengo corretto che i tre ministri vengano in piazza a farsi guardare in faccia dai cittadini a cui devono rendere conto. Ne potranno approfittare per vedere lo sconcerto.

NB: Approfitto di quest’intervista per invitare formalmente Beltraminelli, Gobbi e Vitta a sfilare davanti a noi.

Domani (ore 18) è il gran giorno. Quanta gente vi aspettate?

MV  Io ci vado, gli altri non lo so.

Mi faccia qualche nome sicuro, davanti alle Orsoline.

MV  Non ho nomi sicuri perché mi rifiuto di fare il giro delle telefonate. Se uno ha un minimo di senso civico e la pensa come noi è libero di venire. E’ una questione di responsabilità personale. La stessa che vorrei dai nostri governanti.

Si terranno discorsi?

MV  No, non sono previsti discorsi e neppure bandiere.

Se Ticinolive fosse presente domani alla vostra adunata, vi sentireste onorati?

MV  Tutti i cittadini sono invitati a venire, quindi anche voi.

Io dico al ministro: “Tieni duro. Non mollare. Non dimetterti”. E lei?

MV  Caro Paolo, è il momento che ti assumi le responsabilità delle tue manchevolezze e che ne trai le dovute conseguenze. So che rinunciare a 25000 franchi al mese è chiederti molto, ma così ci rimetti la faccia, e quella non ha prezzo.

Esclusiva di Ticinolive