Sorge, una spia che contribuì alla sconfitta del Giappone – di Vittorio Volpi

Tedesco e spia sovietica, attivo durante la seconda guerra mondiale. Scoperto e giustiziato

Un video di Alessandro Barbero, veramente fatto bene, mi ha riportato alla memoria Richard Sorge, tedesco e spia sovietica durante la seconda guerra mondiale.

Sorge diede un contributo essenziale all’URSS e Stalin nell’informare Mosca sulle decisioni giapponesi, grazie anche a spie giapponesi influenti, nell’indirizzare Tokyo verso l’attacco a Sud contro gli Usa.

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Come è noto, l’attacco di Hitler alla Russia – denominata operazione Barbarossa- puntava a conquistare Mosca in due mesi.

È evidente che un attacco giapponese da Est avrebbe distratto risorse vitali dal fronte difensivo russo nei confronti dell’invasione nazista.

Di conseguenza la probabile capitolazione russa (attaccata da Est e Ovest), conquistata Mosca, verosimilmente avrebbe consentito alle armate di Hitler di trasferirsi su altri fronti, complicando il conflitto. È altresì vero che i tedeschi avrebbero comunque dovuto fare i conti in seguito con le super bombe americane, ma l’atomica è storia del 1945, mentre la decisione di “strike south” giapponese è del 1941.

La decisione di non attaccare l’URSS, ma bensì quella dell’attacco di Pearl Harbor, avvenne appunto nel dicembre del 1941, cioè un anno prima della capitolazione tedesca a Stalingrado. È un fatto riconosciuto dagli storici che lo spionaggio russo in Giappone fu essenziale per aiutare l’URSS a fermare le quasi 200 divisioni tedesche ai suoi confini europei.

Utile quindi conoscere chi fu l’artefice principale dell’intelligence russa nel Sol Levante.

Richard Sorge era figlio di padre tedesco e madre russa. Da ragazzino si trasferì in Germania dove seguì i suoi studi. Brillante, simpatico, partecipò alla prima guerra mondiale. Diventò comunista, si iscrisse al partito comunista tedesco e venne identificato come “agitatore”.

Stranamente la Gestapo non scoprì fino all’ultimo il suo passato, solo anni dopo, il che gli consentì di avere una copertura giornalistica quando fu prima a Shanghai e poi a Tokyo come corrispondente di testate tedesche, ma in realtà ricopriva il ruolo di “spia” russo/comunista in loco.

Nel 1925 Sorge lasciò la Germania per Mosca ed iniziò a collaborare con il Comintern con lo scopo di creare una rete di agenti all’estero. Successivamente fu a Shanghai sotto le mentite spoglie di giornalista fino al 1932.

Per l’ottimo lavoro svolto, i russi gli offrirono il Giappone (1933), paese dove a Mosca non ci capivano nulla e non avevano nessuno di affidabile che li aiutasse.

In quel momento il Giappone era un paese xenofobo nel mezzo di una situazione a dir poco caotica.

Fosco Maraini, il grande yamatologo, mi ha ben descritto la situazione di caos, violenza che osservò de visu al suo arrivo nel paese. Rivolta da parte di giovani ufficiali nei confronti dell’establishment, assassini di primi ministri; mi raccontava “ la stazione di Tokyo con i militari in partenza era una vera bolgia infernale….” ( Maraini ).

Sorge si introdusse come tedesco e con la sua abilità e conoscenza del paese che aveva studiato a fondo, riuscì ad avere dall’Ambasciata tedesca tutte le informazioni che voleva, grazie alla sua amicizia con l’Ambasciatore.

Creò la sua rete, il pesce più grosso fu Ozaki Hotsumi, il quale intratteneva stretti rapporti con il Primo Ministro. Ozaki era anche un militare di alto livello, influente e comunista clandestino.

Sorge informò Stalin un mese prima dell’imminente attacco di Hitler, che avvenne il 22 giugno 1941.

Le divisioni tedesche erano sul confine russo con missione di conquistare il paese con la Blitzkrieg.

Le informazioni di Sorge a Mosca riferirono che i giapponesi propendevano per un “attacco a Sud, non a Est”. Ciò consentì all’URSS di spostare le divisioni dalla Mongolia verso Mosca. E salvarsi.

Purtroppo nel 1941 il doppio gioco di Sorge venne banalmente scoperto, malgrado i suoi rapporti stretti con l’Ambasciata tedesca.

C’era la pena di morte per chi divulgava informazioni ad un paese comunista. Prima dell’arresto Sorge visse un periodo difficile, malgrado il suo inconfondibile charme. La frustrazione di una vita sul filo del rasoio lo rese intrattabile. Scorrazzava in moto di notte per Tokyo, si ubriacava, ebbe un grave incidente. Dopo 8 anni in Giappone i nervi non reggevano più.

Arrestato, fu tutto scoperto. Con Ozaki subirono un lungo processo, difforme dalla violenza corrente. Gli consentiranno di scrivere le sue memorie, venne trattato con cura, ma alla fine venne emessa la sentenza capitale eseguita il 7 novembre 1944. Il Giappone stava perdendo la guerra, braccati e bombardati dagli americani che non gli davano tregua.

Rimarrà nella storia, innegabile, il contributo essenziale che Richard Sorge diede a Stalin con informazioni di prima mano grazie alla suo stretto legame con l’Ambasciata tedesca, ma soprattutto con il militare giapponese infiltrato di alto livello. Un mix di informazioni tedesco-nipponiche di grande valore per i sovietici e per la loro vittoria militare.

Tutti quelli della mia generazione conoscono la storia di Sorge in Giappone, anche se fu un nemico. I russi riconobbero il suo valore con una decorazione alquanto tardiva, arrivata solo nel 1964.

Vittorio Volpi