A Ravanusa una ingente perdita di gas nella rete di metano ha causato un’esplosione che ha provocato il crollo di tre case e il danneggiamento di altri edifici.

Sono 3 le vittime, due uomini e una donna (Pietro Carmina, Enza Zagarro e Liliana Minacori), 2 le persone sopravvissute (due donne, Rosa Carmina e Giuseppina Montana, estratte vive dalle macerie), 8 le persone disperse (quattro abitavano nella palazzina collassata a seguito dell’esplosione e due – una donna incinta al nono mese assieme al marito – erano andate a trovare alcuni familiari).

Secondo i Vigili del fuoco l’innesco è stato accidentale: oltre al gas potrebbe essere esplosa un’autovettura, un ascensore o un elettrodomestico.

Come dichiarato dalla Prefettura di Agrigento si continua a cercare “senza sosta”, con l’ausilio delle squadre cinofile e Usar (Urban Search and Rescue) dei Vigili del fuoco. Le operazioni “proseguiranno anche durante tutta la notte”. Come fanno sapere i Vigili del Fuoco “Fino a questo momento non abbiamo sentito alcuna voce provenire dalle macerie ma non perdiamo la speranza”.

Le persone evacuate dalle proprie abitazioni sono un centinaio, alcuni di essi ospitati in una scuola elementare. È stata aperta un’inchiesta per disastro e omicidio colposo a carico di ignoti, dal procuratore della Repubblica di Agrigento, Luigi Patronaggio, che questa mattina ha fatto un sopralluogo sul luogo della tragedia.