Si è conclusa ieri la seconda giornata dedicata alla Ukraine Recovery Conference (URC2022) e la situazione sulle strade di Lugano sta piano piano tornando alla normalità. Alla fine della conferenza si è arrivati a una “Dichiarazione di Lugano”, adottata da tutti gli Stati e organizzazioni che hanno partecipato all’evento. La Dichiarazione si basa su 7 principi fondamentali, come riporta Ticinonline: “1. Collaborazione: l’Ucraina guiderà il processo di ricostruzione, collaborando con tutti gli altri partner 2. Focus sulla riforma: la ripresa, la resilienza, il rinnovo e l’ampliamento delle riforme sono interdipendenti 3. Trasparenza, responsabilità e legalità: l’idea è che il processo di riforma e la ricostruzione garantiscano un sistema giudiziario indipendente che combatta la corruzione 4. La ricostruzione dovrà fondarsi sulla partecipazione democratica, e sull’inclusione delle comunità locali 5. Impegno da più parti: il processo deve promuovere il coinvolgimento di attori a livello nazionale e internazionale 6. Uguaglianza: il processo di ricostruzione non deve escludere le minoranze 7. Sostenibilità: La ricostruzione non si limiterà alle infrastrutture, ma dovrà essere fatta con l’idea di ottenere una maggiore sostenibilità ambientale, oltre che economico-sociale”. Insomma, una ricostruzione mirata anche al miglioramento di ciò che c’era prima dello scoppiare della guerra lo scorso febbraio. 

Il primo ministro ucraino Denys Smihal ha ringraziato gli ospiti svizzeri per tutto il sostegno fornito e per aver organizzato questa conferenza che ha spostato il focus sul futuro: “possiamo trovare conforto nell’idea della vittoria e della ricostruzione di un Paese che sarà migliore di quello di prima”. Ha inoltre parlato di una ricostruzione in tre fasi che prevede una ricostruzione a breve termine in un primo momento, una seconda fase di ricostruzione dopo la vittoria contro la Russia e infine “il miracolo economico a lungo termine”. 

Ignazio Cassis invece ha concluso l’evento facendo il bilancio di questi due giorni: “È stato un onore e una responsabilità, per la Svizzera, ospitare questa conferenza, e siamo riusciti a raggiungere gli obbiettivi che ci eravamo preposti in un breve periodo. Qui a Lugano abbiamo fatto un primo passo avanti nella lunga strada per la ricostruzione, che apre una prospettiva per il futuro”. Interpellato riguardo al suggerimento di Smihal di usare i beni congelati dei russi per la ricostruzione dell’Ucraina, Ignazio Cassis si è detto cauto nel violare un diritto fondamentale come quello alla proprietà e ha sottolineato l’importanza di fare “molta attenzione a non intaccare i diritti fondamentali, creando un precedente storico e togliendo potere democratico ai cittadini”. 

Gli obiettivi che si era posta questa prima URC sembrano dunque essere stati raggiunti con la Dichiarazione approvata da tutti i partecipanti. Si stanno già programmando le prossime fasi con la URC2023 che sarà ospitata dal Regno Unito, URC2024  organizzata in Germania e quella del 2025 che avrà luogo in Estonia.