Era trascorso quaranta giorni dalla risurrezione. In quel tempo, Gesù si era mostrato più volte ai suoi discepoli, parlando del Regno di Dio, confortandoli, spiegando loro le Scritture, e mangiando con loro.

Quel giorno, Gesù condusse gli Undici e altri discepoli verso il Monte degli Ulivi, nei pressi di Betania. L’aria era chiara, e il silenzio del luogo si univa alla solennità del momento.

Mentre camminavano, Gesù parlava loro:

«Queste sono le parole che vi dicevo quando ero ancora con voi: che si doveva compiere tutto ciò che è scritto su di me nella Legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi.»

E aprì loro la mente per comprendere le Scritture.

«Così sta scritto: il Cristo avrebbe patito e sarebbe risorto dai morti il terzo giorno, e nel suo nome sarebbero stati predicati a tutte le genti la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni.»

Poi aggiunse:

«Ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso. Restate in città finché non siate rivestiti di potenza dall’alto.»

Uno dei discepoli gli chiese:

«Signore, è questo il tempo in cui ricostituirai il regno per Israele?»

Gesù rispose:

«Non spetta a voi conoscere i tempi o i momenti che il Padre ha riservato al suo potere. Ma riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra.»

Poi alzò le mani e li benedisse.

E mentre li benediceva, si staccò da loro e fu elevato in alto, sotto i loro occhi, e una nube lo sottrasse al loro sguardo.

Mentre ancora fissavano il cielo, due uomini in bianche vesti apparvero accanto a loro e dissero:

«Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che è stato assunto in cielo, tornerà allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo.»