Simonetta Sommaruga sulle migrazioni: dai partiti e dall'economia voglio responsabilità

La Consigliera federale responsabile della Giustizia, Simonetta Sommaruga, intende eliminare il fossato politico fra la destra e la sinistra che esiste riguardo al dibattito migratorio.

A suo dire, la sinistra deve ammettere le difficoltà che esistono in questo ambito e la destra deve accettare la realtà delle migrazioni.
“Un paese incapace di parlare in maniera oggettiva delle migrazioni può perdere di vista i veri problemi – ha detto la Consigliera federale in un’intervista sul quotidiano tedesco Die Zeit – I richiedenti l’asilo in Svizzera sono il 2% degli stranieri, eppure vi è il sentimento che 2’500 tunisini possano destabilizzare il paese.”
Sommaruga aggiunge poi, a titolo di confronto, che il Kenya accoglie ogni giorno 1’500 rifugiati: “Non voglio minimizzare la situazione, ma ogni cosa deve essere posta nel giusto contesto.”

“Il tema della migrazione mostra un’intransigenza che per la Svizzera è rara – aggiunge – in contraddizione con il processo politico che pone il consenso quale obiettivo principale al termine di un dibattito contraddittorio”.
Da anni il fossato tra destra e sinistra impedisce di riconoscere i fatti : “Abbiamo bisogno delle migrazioni, che però portano anche problemi. Il Consiglio federale deve chiedersi se negli ultimi anni non abbia minimizzato il problema. Sottolineare l’utilità dell’accordo di Schengen-Dublino e della libera circolazione delle persone era troppo semplice.”

Sommaruga parla anche delle contraddizioni in Svizzera: “Nell’agricoltura oltre la metà dei lavoratori sono stranieri. Sono anche numerosi nel settore sanitario. La polarizzazione politica impedisce di vedere queste contraddizioni.
Da anni abbiamo praticato una politica fiscale che ha attirato numerose società straniere, le quali si sono portate appresso delle persone. Tra queste persone altamente qualificate ve en sono che parlano a malapena la nostra lingua, che mandano i figli nelle scuole internazionali. Non si sono integrati e non fanno alcuno sforzo per integrarsi.”

Il fatto che il Consiglio federale non abbia aumentato il contingentamento per i lavoratori stranieri è un segnale all’economia: “Una volta l’economia diceva: abbiamo bisogno di un dato numero di persone, ne ingaggiamo un dato numero e quando non ne abbiamo più bisogno lo Stato deve occuparsi di loro. L’economia ha una corresponsabilità sociale e deve chiedersi cosa accade a uno straniero che perde il lavoro e rimane in Svizzera. L’economia deve partecipare ai costi dell’integrazione e non limitarsi a un impegno nella votazione sulla libera circolazione delle persone.”