Anna Lauwaert – Le mie letture, i miei libri, i miei viaggi, il mio rapporto con l’Islam

Mio padre mi raccontava “Sinbad il marinaio”, “Aladdin e la lampada magica” o “Alibaba e i 40 ladroni”. Poi mi regalò “Tintin au Congo”, “les Cigares du pharaon”, ecc.

Quando, nel 1956, siamo andati nel Congo Belga, ero ben ambientata nel mondo esotico. https://atelier-ca-della-fiola.blogspot.com/p/congo.html

Le comunità di Senegalesi venivano apprezzate perché era “gente seria”, cioè in quanto musulmani, non bevevano alcol, erano dignitosi e riservati, diversi dai nostri esuberanti concittadini bantu (che erano “belgi e bon-vivants” quanto noi…).

Arrivarono i tascabili. Nei Marabout Mademoiselle scoprii attraverso il libro “Le docteur Wang”, il mondo tradizionale cinese che mi piacque al punto di comperare presso un mercante senegalese, un piccolo Buddha in avorio, che possiedo tuttora.

Negli anni 60, al liceo, le lezioni di storia ci insegnarono “l’invasione turca fino ai confini della Polonia ed alle porte di Vienna”, la battaglia di Lepanto, ecc.

Verso i 16 anni, scoprii nella cantina del pensionato uno scaffale con la collezione “L’édition d’art H. Piazza” che pubblicava testi orientalisti tra cui i “Robaiyat” di Omar Khayyam ed “Il giardino delle rose” di Saadi.. Più tardi fu presso Pierre Seghers che scoprii Yunus Emre, Hâfiz, ecc…

Due libri m’impressionarono particolarmente: la poesia araba pre-islamica con i “Mu allaqât” che danno un’idea della vita quotidiana e il libro di Amin Maalouf “Les croisades vues par les Arabes” (1983) che racconta la storia delle crociate ma viste dalla parte avversa..

Nel 1981, fece scalpore una poesia di Nâzim Hikmet interpretata da Yves Montand : https://www.youtube.com/watch?v=k5pF5seXGIM

Alla fine degli anni 70, ho lavorato come fisioterapista nell’ospedale di un quartiere popolare di Bruxelles. Ho avuto numerosi pazienti immigrati maghrebini coi quali i rapporti erano tali che uno di loro mi portò un regalino comperato alla Mecca durante il suo pellegrinaggio.

Ci fu anche l’attaché culturel dell’ambasciata del Marocco che prefigurava stranamente uno dei protagonisti del film “L’union sacrée” di Alexandre Arcady con Patrick Bruel (1989)

Inizio anni 90, a Locarno, un paziente libanese aveva le gambe rovinate da orrende cicatrici. Era stato colpito col mitra e siccome non ci capivo nulla egli, esasperato, mi gridò “Ma insomma, quello me l’hanno fatto i musulmani, io sono cristiano, lei e noi stiamo dalla stessa parte”… Rimasi perplessa… risposi “A noi la religione non interessa e curiamo tutti…”

Nel 1990, fui ospite della spedizione “Free K2” al campo base del K2 in Pakistan. Fu l’occasione di vivere un mese in contatto diretto col mondo musulmano. Incantata, lo raccontai nel mio libro “I giorni della vita lenta”. (ed. CDA Torino) L’anno seguente, tornai da sola per percorrere il trekking Biafo-Hispar con due portatori ismailiti Hunza e tre sciiti Balti ed ebbi anche l’occasione di soggiornare in una famiglia sunnita. Con la mia “guida” abbiamo girovagato per un mese tra Karachi ed il Passo Kungerab lungo la Karakorum High Way. È un paese culturalmente e storicamente ricchissimo. Furono giorni bellissimi.

Per ringraziare utilmente la famiglia della mia “guida” pensai di procurargli una formazione di “capo-gita” presso il Club Alpino Svizzero. Il ragazzo soggiornò tre mesi nella nostra famiglia ed è così che ho capito che la differenza fondamentale di cultura e mentalità tra loro e noi è un ostacolo invalicabile, per loro quanto per noi. Alla fine del suo soggiorno era, da entusiasta, diventato ostile al nostro mondo che egli percepiva come fuori portata. Ho raccontato questa evoluzione nel mio libro “Des raisins trop verts”

https://atelier-ca-della-fiola.blogspot.com/p/des-raisins-trop-verts.html

Nel 1993, ho soggiornato in India, principalmente in un orfanotrofio a Calcutta dove la gente più misera era musulmana. Ma, ogni volta che mi sono trovata in situazioni difficili, per non dire pericolose, mi sono rivolta ai musulmani che erano persone di fiducia e mi hanno aiutata. Lo racconto nel mio libro “Les oiseaux noirs de Calcutta”.

Poi sono seguiti anni difficili di malattia e sconvolgimenti.

Quando ho voluto ristabilire rapporti con i musulmani, non ho ritrovato né i pazienti di Berchem-Sainte-Agathe, né le famiglie di Rawalpindi, bensì immigrati politicizzati principalmente di origine maghrebina e totalmente diversi.

Molenbeek era stato un nostro quartiere favorito nel quale si parlava ancora il vecchio dialetto di Bruxelles. Ci andavamo al mercato delle pulci e a nuotare nella piscina comunale. Oggi la nostra città di Bruxelles non esiste più, è diventata una Torre di Babele multiculturale ed internazionale con 184 nazionalità diverse e nella quale non mettiamo più i piedi dal 2007 perché vi siamo stranieri. Il nostro Molenbeek è diventato ciò che si sa.

In Pakistan, non ho mai incontrato un burqa. Quando incontro da noi burqa, foulards e veli di ogni sorta, sono spiazzata. Se la generazione di mia madre e la mia hanno lottato contro i diktat dell’abbigliamento, se dopo il Vaticano II ci siamo sbarazzati dai bigotti, non è per ricominciare con altri.

Ho letto libri sull’islam e seguito lezioni di arabo. Sempre più numerosi studiosi scorticano i testi dell’islam. J.J. Walter ha messo il corano su computer e secondo “la théorie des codes” ha scoperto che è stato scritto da almeno 30 autori diversi, su un periodo di più di 200 anni, che il personaggio Maometto è stato introdotto molto più tardi, ecc.

Altri spiegano che si tratta di testi del cristianesimo primitivo destinati ad evangelizzare gli Arabi…

Con Internet ho scoperto “altro”. Ad esempio: l’UE è la realizzazione del piano Das Neue Europa scritto per Hitler nel 1938 da Walter Hallsein che, riciclato dalla CIA, diventò il primo presidente della Commissione… vedi Wikipedia.

Alain Wagner spiega che nel 1973 i nostri governi ci hanno venduti al mondo arabo-musulmano per petrolio… Mentre il Protocollo di Barcellona è un “affare arrangiato da lunga data con Qatar ed Arabia Saudita.…

L’immigrazione ci viene imposta e suggerisce teorie complottistiche come “il piano Kalergi”. Si parla dell’implosione dell’UE. Autori come James Rickards (The road to ruin) ci predicono l’imminente catastrofe monetaria mondiale peggiore del 2008… Non vanno trascurati gli attentati, né la violenza quotidiana in tutta l’Europa.

Cioè: in pochi anni siamo passati dai sogni orientalisti idilliaci ad una situazione caotica inquietante e siamo tutti nella stessa barca…

In questo ambiente burrascoso – mi “de-solidarizzo” dall’iniziativa di Giorgio Ghiringhelli “Swiss Stop Islamisation Award” perché i miei rapporti col mondo islamico sono troppo complessi per essere espressi in uno slogan provocatorio. Più conosco l’islam, più capisco i musulmani ma anche le incoerenze e l’incompatibilità tra la loro “teocrazia” e la nostra “democrazia”.

Al tono irruente del confronto, preferisco la via pacata dell’analisi.

Anna Lauwaert

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I testi di Anna Lauwaert si possono leggere qui:

https://atelier-ca-della-fiola.blogspot.com/

Altri link utili:

“Le scorpion” di Nâzim Hikmet : https://www.youtube.com/watch?v=k5pF5seXGIM
Analisi del corano di J.J.Walter : https://www.youtube.com/watch?v=Qnr22vzrLQU
Alain Wagner: l’Europa venduta per petrolio :   https://www.youtube.com/watch?v=M0h_82wLK20
“L’affare con Qatar e Arabia saoudita”: http://philippeboehler.over-blog.com/2016/12/le-protocole-de-barcelone.merci-aux-observateurs.ch.html