CVP. Una C esplicita, o sottintesa, o messa in un angolo? – Intervista a un credente di un altro partito

“La C è ingombrante e ci fa perdere voti”. È un’idea che si sta facendo strada tra le fila dei democristiani svizzeri. Non è certo la mia idea ma alcuni ci credono. Secondo me questi “cancellatori”  inseguono un’illusione. Io lo penso ma una dimostrazione del fatto non può esser data a priori. Bisogna aspettare e vedere.

Edo Pellegrini, presidente dell’UDF Ticino e granconsigliere UDC, di religione evangelica, si esprime in modo critico sulla nuova linea politica del PPD-CVP, che, afflitto da una costante perdita di consensi, abbandona gradualmente le sue posizioni tradizionali. Recenti votazioni nel Parlamento federale hanno suscitato sorpresa e scalpore. E adesso il presidente Pfister medita di cassare la C (palla al piede?) per aprire nuovi orizzonti al partito.

Pellegrini, filosofico, dice: “ormai cambia poco”. Io dico invece: “no, perbacco, io non lo farei”.

Un’intervista di Francesco De Maria.

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Francesco De Maria  Lei è un granconsigliere UDF-UDC ma io vorrei parlare con lei di un altro partito, di un partito che sta meditando un cambiamento di nome. È disponibile?

Edo Pellegrini  Certamente, mi fa piacere.

Il presidente della CVP (nel Ticino abbiamo il PPD) Pfister ha detto in buona sostanza: la “C” causa al partito una perdita di voti, perciò vorrei – dopo democratica consultazione – toglierla. Dal punto di vista tattico: è un’idea vincente?

Difficile dirlo da parte di un ticinese che non ha mai visto da vicino questa “C”: in Ticino prima avevamo il Partito Conservatore democratico, ora il PPD. Occorrerebbe immedesimarsi nell’elettore di oltre Gottardo. Dubito che sia un’idea vincente, ma dubito anche che cambierebbe qualcosa lasciando le cose come stanno: il partito è, da tempo, in perdita di consensi e non è certo questa la questione che farà cambiare di molto le cose.

A suo avviso sono pochi o molti gli aderenti al partito che la giudicherebbero una perdita sul piano morale?

Probabilmente parecchi la considererebbero una perdita, specialmente fra gli elettori meno giovani e più conservatori. Se ciò farà perdere consensi è difficile dirlo, ma è possibile che una parte di questi cittadini decidano di votare più a destra.

Una domanda che a me sembra cruciale è la seguente: che cosa sarebbe il PPD senza il referente cristiano? Guardi che non sollecito una risposta scontata o retorica. Può elencarmi tutti i valori e le potenzialità; può addirittura dirmi: rimarrebbe con l’essenziale.

Faccio una premessa: se chiedessimo ad un cittadino qualsiasi di elencare cosa vogliono o cosa sostengono il PS o i Verdi non avrebbe difficoltà a citarci socialità, ambiente, apertura verso l’UE e verso i migranti, diritti degli omosessuali, aborto ecc. Alla stessa domanda riguardo all’UDC risponderebbe citando l’autonomia rispetto all’UE, stop all’immigrazione e così via. Riguardo al PLR, probabilmente citerebbe il sostegno all’economia. Ma se chiediamo cosa vuole o sostiene il partito die Mitte (o qualsiasi denominazione avrà il partito post-CVP), una volta tolto il referente cristiano, avrebbe delle difficoltà a rispondere; neppure io saprei cosa rispondere: non rimane più granché.

$Le dirò di più. Quando, una quindicina di anni fa, ho deciso di avvicinarmi alla politica attiva (prima mi limitavo a votare e a scrivere qualche lettera ai giornali), da credente, ovviamente, mi sono posto la domanda a sapere quale fosse il partito che più si avvicinava alle mie convinzioni. Ebbene, già allora ritenni che la “C” della CVP fosse, sostanzialmente, solo un retaggio del passato e non avesse più molto a che fare con la realtà. È questo uno dei motivi che mi spinse, insieme a quattro altri colleghi, a fondare la sezione ticinese dell’EDU (Eidgenössich-Demokratische Union), l’unico partito che rispondeva alle mie aspettative di cristiano attivo in politica. Nacque così, nel 2005, l’Unione democratica federale del Canton Ticino (UDF Ticino).

Rispondendo, quindi, alla sua domanda “che cosa sarebbe il PPD senza il referente cristiano”, le potrei dire: speriamo che lo sappiano almeno loro!

Guardando ai nuovi indirizzi impressi alla Chiesa da papa Francesco si sarebbe tentati di concludere: se cambia la sua dottrina la Chiesa, può “riprogrammarsi” anche la CVP (e il PPD)…

Certo, può farlo, ma rischia il medesimo risultato ottenuto dalla Chiesa di Francesco: alcuni seguirebbero, ma parecchi farebbero come i (molti) cattolici che ritengono ancora Benedetto XVI il vero Papa! Comunque non è togliendo la “C” che la CVP può “riprogrammarsi”; nei fatti non mi pare che la “C” sia più, da tempo, un fattore determinante nella politica del partito.

Il nuovo nome tedesco del partito potrebbe essere “die Mitte”. L’antico partito cattolico, trasformato, si pone al centro dello scacchiere politico, a metà strada tra il Socialismo e i “cattivi”, gli inescusabili Populisti di destra. I seguaci di Pfister hanno il titolo e gli argomenti per occupare una posizione del genere?

Dal mio punto di vista, il partito, da tempo, non è più né carne, né pesce. Continuerà, probabilmente, la sua inesorabile perdita di consensi ed è destinato, alla lunga, a sparire. Dal punto di vista elettorale le posizioni di centro sono difficili da spiegare al cittadino che fatica a capire una politica che raramente prende posizioni chiare e comprensibili sulla maggioranza dei dossier.

Le propongo un esperimento mentale, collabori immedesimandosi. Lei è un cittadino che non vota CVP a causa della “C”. Se la C viene tolta, per quali motivi sarà indotto a votare CVP ?

Ho seri dubbi che esistano cittadini che non votano CVP a causa della “C”. Non credo proprio che ci saranno cittadini che voteranno questa “Mitte” solo perché sarà stata tolta la “C”.

Uno degli slogan più gettonati è “PPD il partito della famiglia”. Non però, sembrerebbe, una famiglia di tipo tradizionale: lo dico, in particolare, alla luce del recente voto in Consiglio nazionale. Può dirci esattamente com’è andata?

È andata male! Sul “Matrimonio civile per tutti” (legge che comprende anche la possibilità per le coppie lesbiche di far capo alla donazione di sperma!), 8 deputati CVP hanno votato a favore e due si sono astenuti. Se pensiamo che del partito “Die Mitte” faranno parte probabilmente anche i deputati PBD (di cui due hanno votato a favore e uno si è astenuto), direi proprio che con il cristianesimo e la famiglia tradizionale una parte importante del partito non abbia più nulla a che vedere.

Una mossa “obbligata” per restare all’altezza della “modernità”? Oppure l’abbandono di certi princìpi che valevano da sempre?

Non ci sono mosse obbligate quando sono in ballo principi non negoziabili. E l’essere Cristiano e comportarsi di conseguenza è certamente uno di questi principi. Se sei disposto a negoziarli, devi anche sopportarne le conseguenze, anche in termini di consensi elettorali.

Quando PPD e PLR annunciarono la congiunzione delle liste per il Nazionale, quale fu la sua reazione?

Mi dissi: cosa non si fa per un cadreghino!

Facciamo un bilancio dell’operazione. Ha un futuro nel Ticino? Sarà ritentata? Andrà magari al di là di una semplice congiunzione di liste?

Non credo che sarà riproposta a breve: per il PLR, che pensava di blindare in questo modo il seggio al Consiglio degli Stati, non è stata pagante e il PPD ha salvato il seggio in Consiglio Nazionale ma, probabilmente anche a seguito della congiunzione, l’ha perso agli Stati. Non vedo con quali argomenti si potrebbe sostenere una riedizione di questo tentativo.

A proposito di cambiamento di nome. Cinquant’anni fa i Conservatori ticinesi divennero di punto in bianco Popolari. Lei si ricorda di quell’avvenimento (io, le confesso, solo vagamente, perché in quegli anni ero studente all’estero e mi dedicavo alla matematica)?

Ero poco più che adolescente e ricordo poco di quegli avvenimenti. Erano i tempi della nascita del PSA e, certamente, la denominazione “Conservatore” non era molto attrattiva per i giovani adulti che si affacciavano alla vita politica attiva. Probabilmente, in quel momento storico, il cambiamento di nome aveva senso.

In fondo noi Ticinesi… siamo dei precursori, non è vero?

Aggirando un po’ la domanda, se la sua affermazione si riferisse alle prossime votazioni sulla dissimulazione del viso, sulla disdetta della libera circolazione ecc. sarei veramente felice di poter definire i Ticinesi precursori!

Esclusiva di Ticinolive