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Per il governo, l’iniziativa popolare intende risolvere un problema che di fatto non è un problema, dal momento che l’elezione dei Consiglieri federali da parte del Parlamento è un processo di lunga data che ha mostrato sin qui la sua validità.

Mercoledì il Consiglio federale ha raccomandato al Parlamento di respingere l’iniziativa popolare depositata dall’UDC senza opporre un contro-progetto. A suo dire, l’iniziativa minaccia la stabilità delle istituzioni.
Eletti dal popolo, i Consiglieri federali sarebbero sottoposti all’influenza dei partiti. La credibilità dell’Esecutivo verrebbe danneggiata, così come il principio di collegialità.
Inoltre, a fine legislatura i ministri sarebbero invischiati in campagne elettorali e rischierebbero di dover dipendere finanziariamente da ricchi sostenitori, aziende e gruppi di interesse.
Senza dimenticare, argomenta il governo, che un’elezione attraverso lo scrutinio popolare favorirebbe i cantoni densamente abitati e le zone urbane.

L’iniziativa dell’UDC “Elezione del Consiglio federale da parte del popolo” intendeva mettere fine ai tatticismi dei partiti in occasione della quadriennale nomina del governo.
Il testo prevede un’elezione ogni quattro anni con il sistema maggioritario. I candidati che ottengono la maggioranza assoluta verrebbero eletti al primo turno. La maggioranza semplice sarebbe sufficiente al secondo turno.
L’iniziativa contiene una clausola che accorda almeno due seggi in governo a persone residenti nelle regioni e nei cantoni francofoni, in Ticino oppure nel Grigioni italiano.
Inoltre, ogni anno il Consiglio federale sceglierebbe il presidente e il vice-presidente della Confederazione, mentre l’Assemblea federale eleggerebbe il Cancelliere della Confederazione e i giudici dei tribunali federali.

(Fonte: Le Nouvelliste.ch)