L’artista e la sua musa

Fino al 25 settembre, la mostra fotografica di un maestro del secolo scorso

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Per questo artista – cultore della “gioia malinconica”, della cattura dell’attimo sensoriale e sfuggente, capace di vere e proprie madeleines impresse su clichés – vale la pena di partire da lontano, come avrebbe amato lo stesso Jacques Henri Lartigue  …

Lartigue 1 zParigi: la Rue de la Pompe è una delle vie più lunghe del 16mo Arrondissement.

Costruita nei primi decenni del 18mo secolo, collega l’Avenue Foch con l’Avenue Paul-Doumer, incrociando – fra l’altro – le strade dedicate a Victor Hugo, Georges Mandel e Henri Martin. Il lycée Janson de Sailly – uno dei più prestigiosi della Ville Lumiére – si trova al numero 106; in questa strada che prende il nome dal meccanismo di pompaggio che forniva acqua al limitrofo Château de la Muette, hanno vissuto Brigitte Bardot, il generale Joffre e lo scrittore George Du Maurier (nonno della romanziera Daphne Du Maurier).

Con i suoi 1690 metri circa di lunghezza, è una passeggiata più che ragguardevole.

Il 7 marzo del 1930 due persone – tra mille altre  – si incontrarono in quella strada.

Jacques Henri Lartigue, allora trentaseienne, era un pittore e fotografo che aveva coltivato fin da ragazzo la passione per l’immagine catturata dai sali d’argento. Ma di professione si definiva pittore e i suoi dipinti erano in mostra nelle gallerie di Parigi e del sud della Francia, e nel suo entourage spiccavano i nomi di personaggi come Pablo Picasso e Jean Cocteau. Benché la pittura fosse il punto focale della sua produzione artistica e professionale, Lartigue non mancava mai di fotografare le persone che incontrava e gli eventi a cui assisteva.

L’altra persona in mezzo alla via era una ragazza alta e slanciata, con (quelli che lui descrisse) occhi scuri e labbra piene, la testa seminascosta da un cappello a tesa larga: la leggenda narra che Renée Perle fosse di una bellezza esotica di una particolarità che solo l’epoca del jazz e delle vamp aveva saputo produrre. La ragazza romena di origine ebraica, modella presso la maison fondata nel 1900 dal celebre couturier George Camille Doeuillet, folgorò Jacques Henri al primo sguardo. Si dice che quando la incontrò per la prima volta egli scorse in lei ” qualcosa di magico ” . Il fotografo annotò sul suo diario privato perfino l’orario del loro incontro: le 17:35.

Quell’incontro diede origine ad una storia d’amore durata due anni, una “vacanza eterna” passata principalmente nel sud della Francia tra Cannes, Biarritz e Juan-les-Pins e migliaia di fotografie.

I mitici ritratti fotografici di Lartigue dedicati a Renée Perle (il suo “parasole” come Lartigue l’aveva soprannominata per il cappello che aveva indossato la prima volta che l’aveva vista) hanno un qualcosa di atemporale benché siano definiti dal periodo, rinchiusi come sono nella parentesi dei due anni della relazione e legati allo stile ed alle mode del tempo.

Questo rammenta il parallelismo con Man Ray e la sua musa Kiki de Montparnasse all’epoca della fotografia iconica intitolata “il violon d’Ingres” oppure le fotografie nate dalla coppia Veruschka – Franco Rubartelli.

Tutte opere contemporaneamente trascendenti, frutto di un rapporto tra artista e musa: nelle numerose foto scattate non c’è, infatti, solo la ricerca estetica e la sperimentazione bensì si può percepire, palpabile, anche la complicità, un elemento che accomuna fotografi e soggetti di tutte le ere. L’ energia scaturita dalle accoppiate vincenti ha però spesso vita breve.

Nel 1932 le strade di Lartigue e Perle si divisero. Il primo si concentrò sulla pittura che rimase la sua principale fonte di introiti finché la sua produzione fotografica non venne riscoperta negli anni ’60. Furono proprio gli “swinging Sixties” con un fortuito articolo apparso nella stessa tiratura del “Life” dedicato alla morte di John Fitzgerald Kennedy a rilanciare Lartigue come fotografo, ricercato in seguito da riviste di moda e di design. Lavorò con registi come Bresson, Truffaut e Fellini e fu incaricato di realizzare il ritratto fotografico ufficiale del neo presidente Valéry Giscard d’Estaing nel 1974.

Jacques Henri Lartigue morì il 12  settembre 1986 dopo aver visto la propria carriera trasformarsi e rinascere ormai in età avanzata. Sebbene sia considerato uno dei più significativi fotografi del Novecento, egli si presentò però sempre come pittore.

Era in realtà un instancabile creatore: alla sua morte, nel 1986 a 92 anni, lasciava ai posteri più di 100’000 clichés, 7’000 pagine del suo diario e 1500 quadri.

Lartigue 2Quanto a Renée Perle, il resto della sua vita dopo la relazione con Lartigue è in gran parte un mistero. Sappiamo che sopravvisse alla Seconda Guerra Mondiale, si sposò e trascorse la sua esistenza lontano dalla ribalta fino alla morte avvenuta nel 1977. Artista ella stessa – dipinse molti autoritratti di carattere naif dei quali purtroppo non si conoscono le sorti, a parte uno in possesso della figliastra – non lasciò tuttavia altra testimonianza di sé, se non le foto di Lartigue e le descrizioni del suo carattere scritte dal medesimo, da cui emerge il ritratto di una donna molto avanti rispetto ai suoi tempi, cosciente del proprio fascino e prona talvolta ad eccessi emotivi accuratamente calcolati, sulla falsa riga della vera diva.

Perle visse il resto della sua vita in quel sud della Francia che aveva visto la sua tempestosa relazione con Lartigue, e fu dopo 23 anni dalla sua scomparsa che i suoi eredi misero all’asta 340 fotografie inedite (la “Collection Renée Perle“) che ella aveva conservato gelosamente fino alla fine. Ammirandole possiamo notare come le pose e gli sguardi di Renée Perle non sarebbero fuori posto in una contemporanea rivista di moda, tanto da aver ispirato stilisti come John Galliano.

A chi si volesse immergere in questo fantastico e vibrante mondo, non si può che consigliare un’esposizione appena inaugurata: Nizza ospita, dal 17 giugno al 25 aettembre, presso Le Théâtre de la Photographie et de l’Image la mostra “Un monde flottant” dedicata a Lartigue e alla sua fotografia a tutto tondo.

Le tematiche spaziano dagli eventi sportivi ai ritratti della Belle Epoque, dalla famiglia ai paesaggi della Riviera. E ovviamente, non potranno mancare gli scatti della “ragazza parasole”, Renée Perle.

Aymone Poletti

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Le Théâtre de la Photographie et de l’Image

Jacques Henri LARTIGUE 
”Un monde flottant”

17 juin – 25 septembre 2016

27 Boulevard Dubouchage, 06000 Nice, France

telefono  +33 4 97 13 42 20

maggiori informazioni su  http://www.tpi-nice.org/

A partire da martedì 5  luglio 2016 sarà inoltre possibile assistere giornalmente alla proiezione del film 
”Jacques Henri Lartigue, le siècle en positif” 
di Philippe Kohly

Orari di proiezione : 
11h00 – 14h00 e  16h00 
(durata del film 56 min)