Lo sguardo politico sulle vere necessità del Cantone e della sua gente, deve puntare verso una economia non solo a rimorchio dei grandi investimenti stradali e ferroviari, certamente importanti, ma che sono per loro intrinseca natura ciclici e limitati nel tempo, ma pure e soprattutto alla promozione e ricerca di una economia con salde radici nel territorio.

adula-2Oggi, oltre in 50% della superficie cantonale è coperto non tanto da bosco pregiato o di protezione, ma da una miriade crescente di betulacee, sterpaglie e rovi. Migliaia di secolari, maestosi e produttivi castagni, molti dei quali messi a dimora dai patriziati nei primi decenni del secolo scorso, sono oggi praticamente irraggiungibili. Là dove un tempo si falciavano e si pascolavano ubertosi prati e pascoli oggi regna il caos. Una ragnatela impenetrabile di arbusti e rovi copre e soffoca prati e pascoli, nascondendo chilometri di terrazzamenti nelle valli, sui monti e nella vasta zona pedemontana, testimonianze di antica sapienza, perizia e tenacia ancora presenti malgrado l’usura del tempo e la colpevole latitanza dello Stato.

Preziose testimonianze di civiltà contadina, massicciamente abbandonata e ormai ridotta all’osso, di grande valore umano paesaggistico e culturale, da riconsiderare e convertire in altrettante opportunità economiche. Investire oggi in queste grandi superfici abbandonate significa principalmente capire i valori del nostro passato rurale, passato purtroppo misconosciuto o addirittura totalmente ignoto alle giovani generazioni, con buona pace della scuola e della politica, creare le premesse per una pressione demografica equilibrata, meno pendolarismo, occupazione accresciuta, indipendenza alimentare e offrire qualità al nostro futuro.

adula-4Urge dunque una politica organica di rivalutazione del territorio in chiave agropastorale e forestale, generatrice e foriera inoltre di sicuro indotto turistico grazie al territorio bonificato, curato e reso nuovamente produttivo. Si tratta in sostanza di rendere fertili questi estesi spazi sommersi, bene collettivo di grande valore spirituale e culturale, ricco e vitale patrimonio grondante di storia ancora visibile e presente nel Cantone.

È questo a mio avviso la vera alternativa al Parc Adula da realizzare e da trasmettere ai posteri a tutela di vera libertà, armonia e progresso.

La fiaba ‘Il contadino e i suoi figli’ di Esopo, un contadino sul punto di morire, chiamati a raccolta i suoi figli disse loro: figlioli in una delle mie vigne è nascosto un tesoro. A morte avvenuta essi scavarono e dissodarono l’intera loro campagna. Il tesoro non lo trovarono, ma l’anno seguente la campagna diede loro un copioso raccolto. E benedissero i figli la memoria del defunto padre, per avere insegnato loro che la fatica è un tesoro.

Olindo Vanzetta, Biasca